Tre gare, tre vittorie. Mancava più soltanto la Superpole, ma poco importa. Un implacabile Danilo Petrucci ha monopolizzato la scena nella première del Mondiale Superbike al Cremona Circuit. In un tracciato nuovo (quasi) per tutti, tecnico, propenso ad esaltare la capacità di guida dei piloti, il portacolori Barni Spark Racing Team Ducati si è affermato come l’indiscusso riferimento. Per velocità e costanza di rendimento. Quando tutto funziona, il ternano sembra oggettivamente imbattibile. Esaltandosi, lasciandosi alle spalle un problematico periodo professionale-e-personale. Dall’inferno al paradiso sportivo. Dal rischiare l’osso del collo ad
un magico “hat-trick” davanti al caloroso pubblico italiano occorso sul tracciato di San Martino del Lago. Un semplice week-end per riscrivere la propria redenzione, celebrando contestualmente una carriera senza eguali.
IT’S PETRUX TIME
La vittoria di Gara 1 non si trattava affatto di un exploit. Sarà per il feeling instaurato pronti-via con questa pista-toboga, sarà per l’estasi di correre in
“casa” (
“il WSBK merita più gare così, sentire tanto tifo è stato qualcosa di impagabile” ha ammesso), sarà per le ritrovate certezze. Sta di fatto che l’ex MotoGP ha dimostrato di averne decisamente di più sia in SP Race che in Gara 2:
“Non mi aspettavo di avere questo passo. Sono scattato bene con l’obiettivo di stare davanti. Ben resto sono riuscito a guadagnare un secondo di margine” ha dichiarato un esausto Petrucci.
“Sapevo che Bautista sarebbe stato molto forte negli ultimi giri e, quando l’ho visto superare Bulega, ho capito che dovevo cambiare passo per creare un nuovo gap".
PETRUCCI: LA TRIPLETTA DELLA PASSIONE
In pochi avrebbero scommesso che Petrucci sarebbe tornato a questi livelli dopo il terribile incidente rimediato durante un allenamento con la moto da cross: "A metà aprile mi trovavo all'ospedale pieno di fratture. A differenza di altri io ero lì per la mia passione. Il motociclismo è ciò che mi tiene vivo pur consapevole che al contempo potrebbe uccidermi. L'amore per le corse mi fa accettare i rischi e dimenticare la sofferenza".
IL BRUTTO RICORDO DI CREMONA
Oltretutto, grazie a questa tripletta il ‘Petrux’ chiude un vecchio conto in sospeso con il Cremona Circuit: “Nel 2001, agli albori della mia carriera, stavo girando qui con una moto da cross. Purtroppo, incappai in una bruttissima caduta, ancora oggi porto la cicatrice sul braccio sinistro. Layout inadatto? Temevo che fosse troppo stretto, ma sono riuscito ugualmente a compiere sorpassi. Basta adattarsi, nel BSB o nel MotoAmerica è consuetudine correre in piste del genere. Mi auguro si possa tornare a correre qui e che possano aggiungersene altre simili".
FRECCIATINA DI PETRUCCI AL TEAM UFFICIALE
Gioia, un po’ di incredulità, anche la lucidità di togliersi qualche sassolino dalle scarpe: “Il workshop del team Barni è situato a Bergamo, non troppo distante da Cremona. Siamo piccoli, ma intanto questa volta abbiamo battuto il team ufficiale Ducati".
Photo credit: Marco Lanfranchi