Stavolta si è messo in testa di distruggere tutti anche in
Superpole, non proprio la specialità della casa. Sul bagnato
Jonathan Rea letteralmente vola e firma la settima pole in carriera, soddisfazione che gli mancava dalla Thailandia 2015, un anno e mezzo fa.
Tom Sykes, lo specialista, ci ha provato, mettendo anche la testa avanti a due minuti dalla fine. Sarebbe stato il 38° centro, ma Rea non glielo ha permesso. Il Cannibale è tornato dentro e con un giro fantastico si è mangiato il compagno di squadra, lasciato a 712 millesimi. Jonathan è un drago sul viscido, con una
Kawasaki che sembra correre su un binario.
In casa Ducati risorge
Chaz Davies, ottimo terzo: la prima fila è un'ottima rampa di lancio, specie se alle 13 gara 1 partisse con l'asciutto: le previsioni dicono che non tornerà a piovere, per cui bisognerà vedere se, in assenza di vento, l'asfalto riuscirà ad asciugarsi completamente. Con l'altra Panigale il dolorante Davide Giugliano ha mancato il passaggio in
Superpole, fregato da Matthieu Lagrive sostituto last minute in
Kawasaki-Pedercini e Nicky Hayden. Il 26enne ducatista è relegato in quinta fila. Subito dopo la Superpole Giugliano è stato dichiarato "unfit", quindi non prenderà il via.
In seconda fila ci saranno Sylvain Guintoli, Leon Camier incappato in una rovinosa caduta alla curva uno e l'anfibio Michael van der Mark, che ha relegato in terza linea il compagno Nicky Hayden. Al fianco dell'americano c'è Lorenzo Savadori, poi Lagrive. In quarta fila Fores, Lowes e Torres.
Foto: Diego De Col