Valentino Rossi: “Ezpeleta dovrebbe darmi dei soldi”

Valentino Rossi parla del suo futuro. Le certezze sono il desiderio di mettere su famiglia e correre in pista con le auto: "L'autodromo è il mio habitat".

20 marzo 2019 - 21:59

Da dieci stagioni Valentino Rossi manca all’appuntamento con il titolo mondiale ma la sua fama resta intatta. Ancora due anni di contratto con Yamaha e poi il futuro resta un punto interrogativo per tutti. Davanti a sé una stagione iniziata in salita, con una Yamaha ancora senza risposte ai vecchi problemi di grip al posteriore e accelerazione. Una forsennata rincorsa a quella vittoria che manca da Assen 2017: “La più grande pressione che sento sempre è la volontà di vincere“.

In pista anche dopo il 2020?

Due campionati volano via in un soffio, il pensiero vola al passato, al grande contributo che ha dato al Motomondiale. Nove titoli iridati e il merito di aver reso popolare uno sport di nicchia grazie al suo carisma. “Se mi fermo, nulla cambierà e la MotoGP rimarrà la MotoGP – ha detto a MCN -. Ma sono felice che il campionato sia più conosciuto di quanto non fosse prima di me. Forse Ezpeleta deve darmi dei soldi per questo“, ha scherzato il Dottore. Del resto le porte restano aperte per il pesarese, non si esclude un ruolo dirigenziale, ma molto dipenderà dalle sue intenzioni. E dal livello di competitività della sua moto. “L’anno prossimo, quando dovrò prendere una decisione, dipenderà molto da come mi sento e se saremo competitivi. Devo dire che non ho ancora deciso nulla“.

Nel futuro due certezze

La prima certezza si chiama VR46 Riders Academy. L’obiettivo è continuare a sfornare giovani talenti italiani che possano diventare campioni. E’ già successo con Franco Morbidelli e con Pecco Bagnaia. Continuare a tenere alta l’attenzione intorno alla classe regina. Il secondo punto fermo nel suo futuro è la famiglia, il desiderio di avere dei figli, ora che ha finalmente trovato l’anima gemella. “Voglio almeno un figlio, poi vedremo, o due, forse tre“. Sulla carriera a venire non lascia trapelare molto: “Abbiamo già pensato a cosa potrei fare e ci sono alcune idee interessanti perché voglio continuare ad essere un pilota. Non allo stesso livello – ha spiegato Valentino Rossi -, perché la vita a questo livello è molto stressante, ma non voglio fermarmi. Voglio guidare con le auto, ma più sulla pista che sul rally, perché sarebbe troppo difficile raggiungere un buon livello lì. L’autodromo è il mio habitat naturale“.

Il sogno del decimo titolo

Resta il sogno di voler inseguire il decimo mondiale in carriera. O quantomeno fare meglio rispetto all’ultimo biennio. “Se la moto è buona come nel 2015, non c’è motivo per cui non possiamo farlo. Se la M1 è più competitiva, allora possiamo essere forti… L’obiettivo principale è vincere il decimo titolo“. Il progetto di team manager in Top Class resta ancora sospeso nonostante il via libera ufficioso della Dorna. Il resto verrà da sé. Quando Valentino Rossi si ritroverà nel paddock senza poter scendere in pista e vedrà correre un mondo che gli appartiene a buon diritto… Forse allora il suo futuro inizierà a prendere forma sotto i colpi di nuovi stimoli.

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