MotoGP, Danilo Petrucci: “Prima ci accusano, poi ci copiano”

Danilo Petrucci difende il Ducati Team dopo le accuse di aver violato le regole con il deflettore al posteriore: "Prima ci accusano e poi ci copiano".

12 marzo 2019 - 19:49

Danilo Petrucci non ha iniziato nel migliore dei modi la sua stagione in sella alla Ducati del team ufficiale. Dopo aver combattuto in testa al gruppo nella prima parte di gara, ha dovuto cedere sotto i colpi di Crutchlow, Rins e Rossi. L’azzardo della doppia gomma morbida non ha premiato il pilota umbro. Nella scorsa stagione ha optato ugualmente per la soft all’anteriore, ma non è andato oltre il 5° posto. Quest’anno ha persino perso una posizione, complice una brutta partenza. “Forse per il prossimo anno ho imparato la lezione”.

A tradire Petrux le temperature che sono rimaste stabili fino a poco prima della gara, mentre l’umidità non è calata. Ha provato a giocarsi un jolly con le mescole più morbide, ma è andata male. “Il problema era che non riuscivo a superare. Soprattutto dobbiamo verificare perché la mia moto è stata così lenta sul rettilineo. Rins era molto veloce… Ma Dovi è stato in grado di superarlo e fare il suo passo. Per me non è stato possibile. Alla fine è stato difficile da gestire. Ho dovuto recuperare molto in accelerazione e negli ultimi due giri ho perso la gomma posteriore“. Ha commesso qualche errore di troppo con la frizione, ma è solo la prima gara con il team Ducati, ci sono tempo e condizioni per fare meglio.

La Corte di Appello della FIM deciderà se il deflettore della Ducati è regolare o meno. In questo secondo caso potrebbero esserci delle conseguenze non solo sulla vittoria del Dovi, ma anche sul suo 6° posto. “Di certo nel paddock c’è sempre la voce che la Ducati supera il limite“, ha detto Danilo Petrucci. “Ma leggiamo e rispettiamo le regole. Poi molti altri team hanno copiato le nostre soluzioni, dalle alette alla salad box e il resto. Cercano sempre di fermarci e non possono. E alla fine copiano“.

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