Superbike Argentina, Gara 2: Jonathan Rea dieci e lode

Non c'è partita: al Villicum il Cannibale se li è mangiati tutti, inutile farlo partire dalla terza fila. Marco Melandri di nuovo sul podio

14 ottobre 2018 - 19:36

Non c’è storia, vince sempre Jonathan Rea: il più talentuoso, il più spietato. Nella prima volta della Superbike in Argentina il 31enne nordirlandese ha siglato una portentosa doppietta, trionfando in gara 2 con la stessa superiorità già palesata  nell’anticipo di sabato. La striscia di successi consecutivi si allunga a quota dieci, un traguardo mai raggiunto nella storia Superbike. Quest’anno Rea ha già vinto 16 gare (su 24) e restandone un altro paio fra due settimane in Qatar può superare anche i 17 successi realizzati nel lontanissimo 1991 dal texano Doug Polen, il secondo pilota a vincere il Mondiale con la Ducati. Adesso è la Kawasaki ad avere l’asso nella manica.

HANDICAP – Oltre a togliere oltre 20 cavalli alla Kawasaki, per complicare la vita al Cannibale si sono inventati la griglia rovesciata, cioè i tre piloti del podio di gara 1 retrocessi in terza fila. Ma entrambe le misure si sono rivelate inutili: lavorando sull’erogazione e affidandosi al fantastico talento di Rea,  la Kawasaki ha sopperito alla minore potenza. A cancellare l’handicap in partenza ci ha pensato Jonathan stesso: oltre a partire sempre a razzo, riesce a districarsi con grande destrezza in mezzo al gruppo e in un paio di giri, di solito, risolve la pratica. Anche stavolta è andata come le altre: il numero uno ha avuto qualche piccolo problema al primo giro, ha rischiato di perdere il controllo un paio di volte, ma quando il gruppo si è allungato li ha infilati come birilli. Disarmante. Il prossimo anno la Superbike correrà tre gare, e il supplizio per gli avversari rischia di essere ancora più doloroso.

FORES TOP  – L’ultimo a cedere è stato lo spagnolo Xavi Fores, che ha sfruttato bene la pole omaggio per il quarto posto di sabato. E’ scappato subito via, e l’unico che lo ha ripreso, dopo soli cinque giri, è stato Rea. Il nostro Marco Melandri, partito anche lui a centro gruppo è arrivato vicino, ma si è dovuto accontentare del terzo posto. Fa impressione che dietro il Cannibale siano arrivati due piloti ancora a piedi in ottica 2019. Fores, con la Ducati della bergamasca Barni, festeggia il titolo di miglior privato, ma è un brindisi amaro.

GLI ALTRI  – Melandri si è tolto la soddisfazione di battere anche questa volta l’altro ducatista Chaz Davies, quarto: il gallese nel 2019 avrà la nuova Panigale V4 R presentata in questo stesso week end a Brands Hatch con Michele Pirro nel contesto del British Superbike. Solo quinta  Tom Sykes, finito a nove secondi dal compagno Rea: la Kawasaki vola, ma solo quella del Migliore.

 

 

4 commenti

l.zecchin_417
10:10, 15 ottobre 2018

Buonagiornata- diciamo che a parte i regolamenti che di cavalli ne hanno tolti in qua’ e la’ un po’ a tutti Ducati comprese senza togliere che le Rosse per regolamento ancora girano strozzate all’alimentazione mha misteri Dorna in stock erano tutti alla pari non si capisce perche’ in SBK bicilindrici strozzati poi la griglia inversa è qualcosa di tragicomico senza considerare i rischi inutili per sorpassi che non dovrebbero esistere
l’unico modo per penalizzare in maniera equa se cosi’ si puo’ dire.. è il sistema delle zavorre come nel DTM 5 kg a chi vince le due manche e se si ripete la domenica dopo altri 5
finche’ non si rende la moto poco competirtiva dopo tocca a chi vince le prossime gare e solo cosi’ si riesce a penalizzare il pilota senza penalixxare il costruttore

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