British Superbike e MotoAmerica: così diversi così simili

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martedì, 18 giugno 2024 alle 7:46
motoamerica bsb risultato
British Superbike e MotoAmerica, due campionati nazionali Superbike profondamente distanti. Per prerogative, contesto, storia, tradizione e, non da meno, spirito di competizione. Il primo manifesto per eccellenza di equilibrio e spettacolarità, con griglie di partenza al gran completo e un regolamento tecnico studiato ad hoc, capace di avvicendare ben 10 differenti Campioni soltanto dal 2010 a questa parte. Il secondo giudicato da molti “soporifero” e, salvo rare eccezioni, specchio di monotonia e mediocrità. Mai come adesso tuttavia queste due realtà motociclistiche presentano delle affinità. Punti in comuni suffragati da un’intrigante, per certi versi insolita per quanto concerne il MotoAmerica, alternanza al vertice. In prossimità del giro di boa della stagione 2024, in entrambi i casi i giochi-titolo sono apertissimi. Una lotta omogenea, aperta a più pretendenti, alimentata da continui ribaltamenti di fronte, rendendo il pronostico incerto.

MOTOAMERICA IN STILE BRITISH SUPERBIKE

Se il BSB non si smentisce, alternando 7 distinti vincitori nelle 11 gare ad oggi andate in archivio, registrare un equilibrio di massima nel MotoAmerica Superbike desta un certo clamore. Oggettivamente, 5 differenti vincitori nelle 9 gare finora disputate fanno notizia per una serie che, da quando nel 2015 è passata nelle mani di Wayne Rainey e del suo staff, ha visto festeggiare appena 3 piloti: Cameron Beaubier (2015, 2016, 2018, 2019, 2020) e Jake Gagne (2021, 2022, 2023) coadiuvati dalle missilistiche Yamaha R1, con nel mezzo l’exploit di Toni Elias sotto le insegne Yoshimura Factory Suzuki (2017). Un inaspettato rimescolamento delle carte dovuto non tanto a “svolte” tecnico-regolamentari (a proposito di analogie: dal 2020 anche negli States si utilizza la centralina unica MoTec, ma rispetto al BSB dotata di aiuti elettronici). Quanto ai guai fisici che stanno tormentando i due eterni favoriti: i già menzionati Beaubier e Gagne.

CAMERON BEAUBIER KO, JAKE GAGNE A MEZZO SERVIZIO

Dominatore della prima parte di stagione con 3 vittorie in 5 gare, l’attuale portacolori Tytlers Cycle Racing BMW si è infortunato al piede in seguito ad una brutta scivolata sotto il diluvio torrenziale a Road America. Oltre al danno anche la beffa di dover saltare il successivo appuntamento andato in scena lo scorso week-end a Brainerd. Non vanno tanto meglio le cose al suo ex compagno di squadra, da tempo alle prese con la fastidiosa sindrome compartimentale. Quando si forza di meno o per brevi periodi il tri-Campione in carica di Attack Performance Yamaha è davanti. Lo certifica il suo buon rendimento in qualifica e su pista bagnata, mentre in gare asciutte crolla sulla distanza per la mancanza di forza nell’avambraccio. Tanto da non andare oltre una settima e sesta posizione nella recente uscita al Brainerd International Raceway.

BOBBY FONG PIGLIATUTTO NEL MOTOAMERICA SUPERBIKE

Il “periodaccio” dei due piloti più titolati del MotoAmerica si tramuta gioco-forza in una grossa chance per vecchie e nuove conoscenze. Se a Road America erano emersi un po' a sorpresa Cameron Petersen e il Ducatista Josh Herrin, sull’impianto di Brainerd ha fatto parlare di sé un ritrovato Bobby Fong. Di nuovo ad alti livelli superando un quadriennio di digiuno in un week-end dov’è stato dominatore assoluto con pole position e doppietta nelle 2 manche in programma. In Gara 1 ha regolato di misura la coppia Warhorse HSBK Ducati formata da Josh Herrin (2°) e Loris Baz (3°). Concorrenza del tutto annientata in Gara 2, rifilando 4 secondi circa a Herrin (ancora 2°) e 6” a Petersen (3°). Ai primi hurrà in sella alla Yamaha R1 (privata) del team Wrench Motorcycles, Fong si afferma come terzo differente leader di campionato (un’anomalia considerando gli standard della serie…), annoverando 8 punti di margine su Gagne e 19 su un lanciatissimo Herrin.

GLENN IRWIN PERDE LA LEADERSHIP DEL BRITISH SUPERBIKE

Tornando nel Vecchio Continente, a Knockhill in Scozia, negli stessi giorni la Ducati ha perso la leadership del British Superbike con Glenn Irwin (Hager PBM). In un week-end dalla difficile gestione tra inconvenienti tecnici, maltempo e la penalità in Gara 2 (partenza dal fondo della griglia per non avere rispettato le direttive dei commissari in Gara 1), l’originario di Carrickfergus ha comunque mostrato sangue freddo senza commettere la benché minima sbavatura domenica sotto la pioggia. Con vari top rider del calibro di Andrew Irwin, Danny Kent, Leon Haslam e Jason O’Halloran traditi dalle condizioni di scarsa aderenza, GI2 ha saputo racimolare 15 punti pur sempre preziosi in ottica campionato. Frutto di un’ottava e nona posizione che consentono tuttavia all’ex team-mate Tommy Bridewell di allungare a +11. Rispettivamente 3° e 2° nelle due manche domenicali sull’onda lunga del primo successo trovato con Honda Racing UK sabato in Gara 1.

RORY SKINNER E CHRISTIAN IDDON MAGHI DELLA PIOGGIA

Nella consueta alternanza dei protagonisti, la domenica piovosa di Knockhill ha esaltato l’abilità di guida di Rory Skinner e Christian Iddon. Per i diretti interessati un risultato, conseguito rispettivamente in Gara 2 e 3, dai differenti significati. Non poteva avvenire in un luogo migliore la prima vittoria della carriera nonché con i colori Cheshire Mouldings TAS BMW, davanti al pubblico di casa della “sua” Scozia nella stagione di rientro in madrepatria dall’esperienza biennale nel Mondiale Moto2. Anch’egli celebrando il primo hurrà con la V4 R del team Oxford Products Moto Rapido Ducati, per Iddon un momento atteso da Brands Hatch 2021. Nel caso del BSB la centralina unica MoTeC si conferma dunque una formula regolamentare particolarmente votata all’equilibrio. Ne giova lo spettacolo in pista, offrendo a tutti (o quasi) l’opportunità di mettersi in mostra. Lo spettacolo, già. Quell’elemento che, per un motivo o per un altro, ha riscoperto di colpo anche il MotoAmerica

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