La scuderia di Faenza ha cambiato parecchie denominazioni da quando la Minardi ha venduto il reparto Formula 1 alla Red Bull. Dal primo storico nome Toro Rosso a quello odierno della Racing Bulls passando per Alpha Tauri. Il primo anno con la nuova denominazione ha evidenziato le solite problematiche legate alla troppa dipendenza da mamma Red Bull. Il 2024 sul lato sportivo ha ridato comunque qualche sensazione positiva, anche se la posizione finale nel mondiale Costruttori non è cambiata. I punti tuttavia sono stati quasi il doppio, a dimostrazione che la strada intrapresa è quella giusta.
Il 2024 è stato il primo senza Franz Tost
Il cambio più importante nella scorsa stagione di Formula 1 per la scuderia di Faenza ha riguardato i suoi vertici. L’austriaco Franz Tost che da 18 anni seguiva le operazioni del team si è tirato fuori, portando ad un piccolo terremoto. Il suo posto da team principal è stato preso dal francese Laurent Makies, che proveniva dalla Ferrari. Un cambio che invece non ha riguarda i piloti rimasti gli stessi del fine 2023. Daniel Ricciardo e Yuki Tsunoda hanno dovuto fare i conti con una VCARB01 che ha faticato nelle prime uscite della passata stagione.
Una vettura che secondo molti era simile alla RB19 ma che poi la stagione ci ha detto tutt’altro. Tanto da non riuscire a sfondare quell’ottavo posto finale nel mondiale Costruttori. I punti sono aumentati, si è passati dai 25 punti del 2023 ai 46 del 2024. Un bel bottino, se non fosse che questo team resta succube delle logiche dello sponsor. La sostituzione di Ricciardo per Liam Lawson è figlia del volere di Helmut Marko. Nessuno sa se in casa Racing Bulls volevano fare quel cambio. Va comunque detto che l’australiano pareva essere diventato un pesce fuor d’acqua in Formula 1.
Serve maggiore autonomia a questa squadra di Formula 1?
Il compito di questo team è da sempre quello di far crescere i talenti dell’Academy Red Bull per il grande salto. Questa però può essere la sola ambizione in Formula 1 per una scuderia? Ora, nessuno pensa che la piccola scuderia di Faenza possa davvero affrontare la scuderia madre per la vittoria, anche perché il trattamento che gli viene riservato è completamente diversa da quello che Pramac aveva con Ducati in
MotoGP fino allo scorso anno. Una cosa però potrebbe accadere, magari cercare di lasciare più autonomia anche in campo decisionale ai vertici Racing Bulls, che paiono non avere mai voce in capitolo.
Nel 2023 abbiamo assistito a ben 4 piloti che hanno corso per il team. Vero, c’era di mezzo l’infortunio di Ricciardo, ma resta il fatto che sé una scuderia non può contare saldamente su un pilota, come fa a sviluppare una vettura? Yuki Tsunoda è stato confermato, ma pare ai titoli di coda, mentre Isack Hadjar farà il suo esordio in Formula 1. Il franco algerino si ritroverà già da subito con il dito puntato addosso. Il che potrebbe significare che la pressione potrebbe portarlo a sbagliare e questo comporterebbe anche una grossa perdita di prestazione per il team emiliano.
La scuderia è pronta a cambiare di nuovo nome in Formula 1
Nel 2025 la Racing Bulls cambierà nome o, meglio, verranno aggiunti i nomi degli sponsor diventando Visa Cash App Racing Bulls F1. Nulla in realtà, visto che già nello scorso anno i molti la chiamavano così, resta però il fatto che questo team pare una sorta esperimento continuo. Una scuderia dove la Red Bull sperimenta le sue cose per poi portarle nel team maggiore. Va sempre ricordato che la Red Bull nel 2018 diede all’allora Alpha Tauri la sperimentazione dei motori Honda per poi dal 2019 adottarli anche lei. La Ford che dal 2026 diventerà fornitore di propulsori di Formula 1 dovrebbe al momento abbracciare entrambe, ma forse è giunto il momento che la Racing Bulls torni ad essere un po’ più indipendente perché, se ancora oggi tutti la chiamano con “nostalgia” Minardi, un motivo ci sarà.
FOTO: Visa Cash App RB F1