"Troy Corser, non è vero che in MotoE i piloti pagano"

Storie di Moto
lunedì, 10 dicembre 2018 alle 10:02
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Troy Corser nei giorni scorso l'ha detta grossa: "Avrei voluto tornare a correre in MotoE, ho 47 anni ma sono più in forma di quando ne avevo 30. Ho parlato con Gresini, Pons e Ajo, tutti volevano soldi da me," La dichiarazione, raccolta dall'online di lingua tedesca Speedweek e riportata dal nostro sito (leggi qui), deve aver fatto arrabbiare parecchie persone. Tanto che, sempre via Speedweek, è intervenuto Hervè Poncharal, che oltre ad essere proprietario del team Tech 3 (impegnato in MotoGP, Moto2 e MotoE) è anche presidente dell'Irta, l'associazione delle squadre, snodo importantissimo del sistema: è l'Irta che gestisce i flussi di cassa fra il promoter Dorna e gli stessi team.
"Troy mi ha parlato una volta in Australia, dopo questa chiaccherata ho definito i miei piloti per la MotoE" spiega Poncharal, che nella serie elettrica ha dato fiducia a Kenny Foray e Hector Garzo. "Pagherò i piloti impegnati in MotoE, come ho sempre pagato tutti i piloti che hanno gareggiato per la mia struttura. Certo, ci sono alcune pecore nere nella classe Moto3 e Moto2" ammette Poncharal. "Conosciamo bene le sqyadre che prendono i soldi dai piloti. In Moto3 ci sono solo alcuni giovani che vogliono realizzare il sogno di correre nei GP e sono disposti a pagarlo. Sono assolutamente convinto che le altre squadre impegnate in MotoE come LCR, Petronas e Marc VDS pagano i rispettivi piloti. Rider Randy de Puniet e Bradley Smith non hanno certo portato soldi e neanche Mike di Meglio. E Aki Ajo ha probabilmente optato per Niki Tuuli, perché è un connazionale finlandese e ha ottenuto buoni risultati nei Campionati del Mondo Moto2 e Supersport".

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