Tra meno di una settimana al
Mugello si accenderanno i motori. Il GP d’Italia è alle porte e gli sportivi, quelli veri non certo quelli che hanno applaudito a Le Mans la doppia caduta di Dovi e Marquez, si augurano che sulle colline di Scarperia si celebri la Festa dei Popoli.
La Festa del Popolo Rosso Ducati che si apposterà sulla tribuna del Correntaio, la Festa del Popolo Giallo che sarà nella zona della Poggio Secco, nei prati vicino alla omonima tribuna. I tifosi di Marquez e di Lorenzo non è dato sapere dove si apposteranno e questo a pochi giorni dal GP non è un bel segnale. Volutamente abbiamo scritto Popolo con la P maiuscola, per dare nobiltà all’appassionato motociclista, a quello che va a vedere le gare per sostenere il suo beniamino senza insultare l’avversario del proprio idolo.
Il
Mugello deve essere una Festa, anche questa con la maiuscola, per dimostrare al mondo che quanto accaduto lo scorso anno a Sepang è dimenticato, anche perché in Malesia la
MotoGp nel 2015 ha toccato il livello più basso, così basso che di più non si può. E la colpa non è stata di uno o di un altro, perchè la ragione spesso sta nel mezzo.
Vogliamo che il
Mugello sia una Festa dei Popoli Motociclistici. Vogliamo che tutti possano tifare in pace chi vogliono e che i sostenitori di Marquez, Rossi e Lorenzo si stringano la mano come dovrebbero fare loro, i piloti. Che fino a ora, purtroppo, non lo hanno fatto.