MotoGP: Andrea Dovizioso, il fascino sottile della sconfitta

Storie di Moto
domenica, 12 novembre 2017 alle 15:44
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C’è un fascino sottile in ogni grande sconfitta. Andrea Dovizioso non ha ribaltato il Mondiale, però ha insegnato agli italiani come si perde. Se hai dato tutto, se sei andato oltre i tuoi limiti, e magari hai trovato per strada avversari più forti e fortunati, non c’è niente da recriminare. Davanti a grandi sconfitte anche il pianto può diventa dolce.
Il Dovi non ha nulla da recriminare. Ha compiuto un salto di qualità enorme, doveva essere il valletto di Jorge Lorenzo e invece per due terzi di Mondiale è stato lui a tracciare la strada Ducati. Ma “normalizzare” la sconfitta è un errore. E' una atroce banalità sostenere che “Dovi ha aperto un ciclo, ci può riprovare nel 2018.” Nello sport, e anche nella vità, ci sono sconfitte che non si rimarginano e occasioni che non ritornano.
Purtroppo per Andrea, pilota di grande talento e uomo gentile, ho l’impressione che sia questo il caso. E’ impossibile non constatare che nell’ultimo scorcio di stagione, diciamo da Misano in avanti, Lorenzo è andato più forte. Nel 2018 il maiorchino partirà conoscendo bene la moto, non rifarà gli stessi errori e partirà sparato. La Ducati lo paga 12 milioni l’anno per vederlo vincere. Ammesso che la Desmosedici resti in vantaggio tecnico, come per gran parte è stato in questa stagione, contro un cinque volte campione del Mondo per il Dovi sarà difficilissimo in pista. Forse ancora più arduo districarsi fra le trame “politiche” delle strategie della marca del gruppo Audi.
Inoltre ci sarà da fare di nuovo i conti con Marc Marquez, che in cinque anni di MotoGP ha vinto quattro Mondiali. Se la Honda reggerà in qualche modo l'urto della concorrenza italiana, sarà un’impresa scalfire la supremazia del vero Fenomeno di quest’epoca.
Dovizioso non è stato ora. E forse non ci sarà un quando…

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