Ha il telefono spento
Romano Fenati. Lo ha spento mercoledi 24 agosto, di prima mattina, quando
corsedimoto.com ha messo on line la notizia che lui, caricati nel furgone gli attrezzi presi nella ferramenta di famiglia, sarebbe andato ad Amatrice, paese duramente colpito dal terremoto vicino ad Ascoli, dove la famiglia Fenati ha amici e conoscenti, ad aiutare i soccorritori.

Alcuni, via social, hanno messo in dubbio la sua buona fede accusandolo di cercare facile pubblicità nella tragedia e questo. Questo ha scatenato la reazione del pilota.
Romano Fenati è uno tosto, lo ha dimostrato più volte in pista ( e non solo) e ha reagito alla sua maniera, rispondendo per le rime e senza peli sulla…tastiera ai detrattori tramite la pagina
Facebook dello stesso corsedimoto.com, portale specializzato partner di Gazzetta.
"State sparando sulla morte di decine di persone" ha postato –
donne e bambini… sono andato a aiutare nel mio immenso piccolo e rompete i co…..?Ma voi che ca… avete fatto? Avete solo digitato su queste ca…di tastiere".Punto, fine delle trasmissioni. Romano è così, è uno vero che non le manda a dire. E anche la sua famiglia, in questo momento triste in cui tanti amici e conoscenti stanno soffrendo, non intende rilasciare dichiarazioni: "Non è il momento di parlare" risponde cortesemente al telefono mamma Sabrina "grazie per la telefonata ma ora le interviste sono fuori luogo. Magari nei prossimi giorni vedremo ma ora è il momento di lavorare, è il momento di dare il proprio contributo perché qui è accaduta una tragedia. Mentre sto parlando con lei ho sotto altre chiamate di persone in difficoltà…. per cortesia non mi faccia perdere altro tempo, sia gentile, qui c’è bisogno di tutto."
Ma noi dovevamo saper di più e non ci siamo fermati, così dopo tante telefonate abbiamo scoperto che
Romano Fenati cuor di leone alle 4.30 di stamattina ( la prima scossa di terremoto è stata alle 3.36 della notte) era già sulla strada che porta ad Amatrice col suo furgone. Ma lo hanno fermato gli uomini delle forze dell’ordine, “
qui non si passa”, ma lui ha insistito per passare argomentando “
ho il furgone con dentro gli attrezzi adatti a scavare… fatemi andare”. Non c’è stato nulla da fare perché “
se non è nell’elenco della Protezione Civile non si passa” . E allora Romano detto il “
Cinghialino”, è tornato indietro e a testa bassa è andato alla Protezione Civile e lì, finalmente gli hanno dato il sospirato pass che gli ha consentito di arrivare ad Amatrice: Cuor di Leone Romano ha lavorato fino a tarda sera, in silenzio e con la tristezza nell’anima. Senza riaccendere il telefono.