Superbike: intervista esclusiva a Eugene Laverty

Superbike: intervista esclusiva a Eugene Laverty

Dopo la doppietta ottenuta nel quarto round di Monza

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Dopo un inizio di stagione fatto di alti e bassi, Eugene Laverty (Yamaha World Superbike) è riuscito finalmente a sfoderare una prestazione davvero maiuscola, sul tracciato di Monza per il quarto round della stagione 2011 Superbike, conquistando la doppietta nelle gare domenicali di categoria. “Norge”, al suo primo anno nella classe regina, è stato autore di una sensazionale prima manche mentre nella successiva, favorito anche dalla penalizzazione inflitta a Max Biaggi, è comunque stato in grado di avere la meglio sul compagno di squadra Marco Melandri all’ultimo giro, dopo un attento studio ed un sorpasso all’interno della “Parabolica”. Il #58, due volte vice-campione Supersport, nelle scorse due stagioni (con il team Parkalgar Honda), grazie a questa performance ineccepibile è ora quinto in classifica piloti, a sessanta punti dalla vetta ma solo a quattro lunghezze dal quarto posto, occupato dall’amico-rivale Jonathan Rea. BIKEracing.it lo ha intervistato poco dopo la fine di gara 2, disputata nella giornata di ieri. Prima importante affermazione della stagione e prima doppietta in Superbike. Come ti senti? “Non riesco ancora a crederci! Vincere gara 1 è stato davvero inaspettato, ma ottenere la doppietta è una sensazione incredibile. Sono salito per la prima volta sul podio in questa stagione, e direttamente sul gradino più alto.” Credevi di poter avere il passo per poter vincere in gara 1? “Pensavo di averlo per il podio. Max (Biaggi) in rettilineo era davvero veloce, pensavo sarebbe stato difficile farcela questa volta. Io ho continuato a spingere al massimo in testa, Max ha fatto degli errori e tutto è andato perfettamente.” Come sei riuscito a risollevare le sorti della stagione, dopo il difficile inizio? “Non è stato facile. Sapevo che dovevo stare calmo perché ero conscio di poter essere veloce, lo abbiamo mostrato nei test. E’ stata solo una questione di sfortuna il fatto di non aver ottenuto buoni risultati nei primi round. Ad Assen abbiamo fatto un ottimo passo avanti, e qui siamo riusciti ad arrivare al successo. Questo è un premio anche per tutto il team, hanno creduto in me, un nuovo arrivato, hanno seguito  tutti i miei consigli,  non mi hanno mai trattato come un “rookie e hanno ascoltato tutto ciò che ho detto loro.” Hai affermato in passato di guidare la YZF-R1 come una 600cc. Ora questo problema non c’è più, vero? “Non ho mai avuto davvero dei problemi. Il mio stile di guida si adatta meglio ad una 1000cc, questo è sicuro, ed è questo tipo di moto che voglio guidare. Il problema principale era relativo alla posizione in sella alla moto, questo week-end l’abbiamo regolata portandola molto più in avanti e un leggermente più in alto, e questo mi ha permesso di avere un controllo maggiore della moto. Il motore di quest’anno ha davvero tanta potenza, e io avevo bisogno di un controllo migliore.” Negli ultimi giri di gara si è visto chiaramente che non hai voluto affondare il colpo sul tuo compagno di squadra. Ci puoi dire quali erano i motivi e cosa ti ha spinto a fare ciò? “Non volevo superarlo, perché oggi il motore di Marco era più performante del mio, ed era per me importantissimo stare dietro per la questione della scia. Se lui fosse stato dietro di me, avrebbe avuto vita facile a sorpassarmi, quindi son dovuto stare io dietro di lui. Ho tentato la mossa all’ultima curva, ed ha funzionato.” Si può dire che l’uno-due della seconda manche è il frutto del lavoro all’unisono di tutta la squadra, invece che di due piloti presi singolarmente? “Penso proprio di si. Andiamo molto d’accordo e i due lati del box condividono le informazioni, Marco è un pilota molto intelligente e sa cosa vuole dalla moto. Possiamo testare differenti soluzioni e poi confrontarci, e questo funziona visto che siamo in grado entrambi di lottare per le posizioni di vertice.” Prossima tappa Miller Motorsports Park “Miller è un circuito che mi è favorevole, lo è sempre stato. Riesco ad arrivare lì ed essere veloce sin da subito, non importa con quale set-up iniziale, o almeno così è stato fino ad ora! Spero di riuscire a fare lo stesso quest’anno, sono curioso di vedere cosa sarò in grado di fare in sella ad una Superbike. Si vedrà, ma dovremmo trovarci bene perché lo scorso anno i miei avversari erano forti quanto a durata delle gomme ed ora è il nostro punto forte.” Valerio Piccini

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