MotoGP: intervista a Casey Stoner

MotoGP: intervista a Casey Stoner

Il passaggio alla Honda, il ritorno alle 1000 e tanto altro ancora

Sebbene non sia al momento in testa alla classifica piloti, Casey Stoner è sicuramente il pilota che meglio si è messo in mostra in questa prima parte di stagione 2011. Il giovane australiano, Campione del Mondo 2007, ha mostrato fino ad ora in pista un rendimento incredibile grazie ad una sinergia perfetta con la RC212V ufficiale. In questa nostra intervista Stoner parla a tutto tondo: dall’affiatamento trovato con la Honda al 2012 con il ritorno alle 1000cc, passando per le polemiche di Le Mans e le aspettative per le prossime gare in calendario… E’ stata una stagione promettente fino ad ora, tutto sembra andare nel verso giusto per te nel team Repsol Honda… “Si, siamo molto contenti. Tutto è andato bene fino ad ora e il passaggio alla Honda è stato un sogno. Mi sento già più che a mio agio sulla moto, e mi sento ogni volta sempre più a casa quando sono in pista. Qui tutti stanno lavorando duramente per migliorare la RC212V e per svilupparla ulteriormente, col fine di darci la moto migliore possibile, e quando le cose funzionano a dovere sono tutti entusiasti. Sono davvero felice di come stanno andando le cose assieme al team Repsol Honda.” Recentemente hai avuto l’occasione di provare, per la prima volta, il prototipo 1000cc per il 2012. Ci puoi dire le impressioni riguardanti il nuovo mezzo? “E’ ancora presto per fare un resoconto completo, ma non avendo avuto alcun problema posso dire che questo è sicuramente l’inizio migliore. E’ stato bello poter tornare in sella ad una 1000cc ma non ci siamo concentrati in particolare su qualcosa, abbiamo guardato a vari aspetti, tra i quali il comportamento in frenata ed inoltre abbiamo fatto un raffronto con alcuni dei problemi che al momento abbiamo sulla 800cc. Il rilascio della potenza è molto fluido e in generale non abbiamo cambiato molto rispetto al set-up dell’attuale moto, il feeling è molto simile e questa è una buona cosa.” Si è parlato molto del comportamento dei piloti in pista, e di un “buon” approccio alle corse. Qusto è andato ben oltre l’ambito strettamente connesso alle corse, qual è la tua idea a riguardo? “Per essere onesti, molto di ciò che è stato detto è stato portato troppo oltre e all’estremo. Secondo me, c’è qualche pilota che non mostra il rispetto che si deve agli avversari. Questo è tutto. Tutti noi vogliamo dare il massimo e battagliare in pista, ma allo stesso tempo mettiamo a rischio la nostra vita ogni qualvolta scendiamo in pista, quindi credo che ognuno di noi debba essere conscio di questo ed avere il giusto rispetto.” La RC212V sembra adattarsi perfettamente al tuo stile di guida, anche se hai affermato che ci sono ancora dei problemi da risolvere. Quali sono le aree della moto sulle quali bisogna ancora migliorare? “Penso ci siano sempre dei punti da migliorare sulla moto, non si riesce mai ad arrivare al set up ‘perfetto’. La RC212V si sta comportando in modo incredibile al momento, la messa a punto è relativamente semplice, con poco lavoro da fare anche su tracciati completamente differenti l’uno dall’altro. Col passare della stagione sento che dobbiamo ancora migliorare quanto a stabilità in frenata.” Pensi che i momenti difficili che hai affrontato in passato ti abbiano aiutato a diventare un pilota migliore e più completo? “Come per tutti nel proprio percorso di vita, credo che le esperienze fatte possano dare lezioni importanti e sta alla persona imparare da queste. Ho imparato dai miei errori e da un certo tipo di esperienze, e mi piace pensare che mi hanno migliorato sia a livello di persona che di pilota.” Hai due compagni di squadra molto veloci che hanno dimostrato, come te, di poter lottare per le posizioni di vertice. Questo ti dà una spinta ulteriore per essere più veloce? Andate d’accordo? “Dani (Pedrosa) e Andrea (Dovizioso) sono dei ragazzi fantastici, e lontano dalle corse, per esempio quando dobbiamo partecipare assieme ad eventi organizzati da Honda, è bello incontrarli e discutere con loro su differenti aspetti della moto e della stagione. Ma, per quanto mi riguarda, una volta arrivati sul tracciato sono dei competitori, così come tutti gli altri piloti.” Qual è il tuo pensiero riguardante l’infortunio di Dani, l’ultimo di una lunga serie di sfortunati eventi per lui? “Questa è una situazione molto triste, mi è dispiaciuto molto che non abbia partecipato ai test della 1000cc, perché è stato talmente importante per lo sviluppo dell’attuale moto che le sue indicazioni sono fondamentali. Sembra essere davvero sfortunato quanto ad infortuni, e spero vivamente che l’operazione sia andata in modo liscio e che non gli dia problemi, di modo che possa tornare a correre il più presto possibile.” Valerio Piccini

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