Blog Superbike in fiamme: Tom Sykes è stato furbo come Valentino Rossi

Blog Superbike in fiamme: Tom Sykes è stato furbo come Valentino Rossi

Jonathan Rea nero di rabbia, Tom Sykes ha giocato duro. Forse troppo. Ma non ha fatto niente per cui poteva essere penalizzato

6 commenti

In attesa del podio, visto in tv, Jonathan Rea era nero di rabbia. Dieci minuti dopo, in sala stampa, è passato al paonazzo. Come qualcuno che ha subito un grande torto e non può sfogarsi mettendo le mani addosso al colpevole.

“Vi siete divertiti, in TV sarà stato un bello show” dice guardandoti negli occhi. “Ma in pista non è stato divertente affatto. Tutti vogliamo vincere, siamo lì per quello. Ma non puoi fare qualunque cosa, ci sono delle regole. Se sull’ultimo rettilineo non avessi tolto il gas, finiva come tra Valentino Rossi e Marquez in Argentina”.

E’ vero, le due Kawasaki sono state ad un soffio dal combinare una frittata che avrebbe fatto godere il terzo incomodo Ducati.  Lo abbiamo detto tante volte, Sykes e Rea sono avversari da quando avevano sedici anni e correvano le garette in Gran Bretagna. Non si sono mai amati e averli messi nello stesso box è stato un bel rischio. Comunque sempre meglio che avere Rea come avversario, con una moto all’altezza. Finora ha funzionato perchè Jonathan è stato troppo più forte. Scorsa stagione la sfida in famiglia è finita 14-4, quest’anno subito 3-0, tanto per gradire. Ma nella rivicinta di Buriram Sykes si è stancato di fare la spalla e negli ultimi due giri le ha combinate di cotte e di crude pur di non farsi superare.

Tom Sykes ha guidato pulito? La risposta è: no. Ma, purtroppo per Rea, pur giocando sporco è rimasto (più o meno…)  dentro i confini della regolarità. O meglio: i suoi deliberati cambi di traiettoria sono stati così maliziosi (o fatti bene, prendetela come volete…) che per la Race Direction sarebbe stato impossibile intervenire. Proprio come Rossi in Argentina: usò così tanto mestiere per chiudere la porta che l’incidente è stato valutato dai più come un errore di chi seguiva, cioè Marquez.

Rea ha fatto capire che Sykes è stato furbo come Valentino. E, quando Tom saprà del paragone, sarà come aver vinto due volte…

6 commenti

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  1. dadda4_161 - 2 anni fa

    usò tanto mestiere? in argentina? per chiudere la porta? valentino in argentina andava il triplo di marquez, il quale dopo essere stato sorpassato nella curva a destra ha poi ritentato il a sua volta di infilarsi dove posto non ce n’era.. forse si è dimenticato di rivedere la gara. cari saluti

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  2. marcogurrier_911 - 2 anni fa

    Buongiorno Dott.Gozzi,

    Finalmente direi, mi viene da dire….che qualcuno si sia messo di impegno e di ingegno, non contro il regolamento, per stare davanti a Rea. Considerazioni: uno, non parliamo di
    Sport per signorine (biaggi dixit)
    Due, non se ne poteva più, tutti che si scioglievano davanti a JRea, tra il pilota che ci prova e si sdraia l altro che sfiora la depressione l altro ancora promessa non fondata il resto della truppa boh, non pervenuta
    Tre, JRea quando correvano i (veri) fenomeni arrivava dietro, pur con una Honda vecchia. E insomma, non parliamo ne di KingCarl ne di Falappa ne di Bayliss.
    Quattro, la SBK ha bisogno urgente di queste risposte come gara, sulla stessa gazzetta spariscono anche i trafiletti, grazie a voi perché ci siete! La TV poi aiuta poco, con una telecronaca penosa, un giornalista pagato non può non sviscerare temi come Savadori da 13esimo che risale fino all ottava, he gira per metà gara quasi come hayden, o come la MV che da 16esima arriva a ruota di Giugliano. Please italia1 mettete DiPillo Gozzi e Vignando
    Cinque, ha ragione Lei, come da articolo pre campionato, urge personaggio che faccia casino in città, e che non abbia paura di fare mischia, mischia e bagarre che Rea soffre. Possibile che i piloti di testa non adottino strategie per arginare l irlandese? Certo, nero al traguardo, dato che era abituato al tappeto rosso….eddai su!!!!

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    1. Paolo Gozzi - 2 anni fa

      Salve, grazie. Ha ragione su tutto, ma c’è un problema: Rea è un pilota di gran talento, e per stargli davanti bisogna inventare gare speciali come quella di Sykes a Buriram. E, nella SBK di oggi, non sono tanti i piloti che possono aspirare. Gara 2 di Buriram ha riattizzato il fuoco, adesso andremo ad Aragon dove Sykes e Davies sono fortissimi: sarà un bel banco di prova di JR…Gazzetta: stanno partendo MotoGP e F1, dove i temi italiani sono molteplici, per cui sull’edizione cartacea la SBK – al momento senza italiani vincenti e protagonisti – è evidente che soffra. Gazzetta però nel week end Thai ha dato uno spazio enorme alla SBK sul sito “interno”, su corsedimoto (che fa parte della famiglia RCS) e per la prima volta ha fatto il liveweb di Superpole e gare, come il calcio: non mi sembra un impegno da poco! Saluti

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      1. marcogurrier_911 - 2 anni fa

        Certamente il Web sostituisce e aggiorna il cartaceo, contribuisce con live e video…sarò nostalgico però pochi anni fa mi faceva effetto il titolo in prima pagina e la pagina intera (formato originale della GdS) firmata da Lei sulle due manche domenicali!
        Il risalto poi di Monza, con i Big come Biaggi Haga e Corser, 100000 presenze, indimenticabile….

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        1. Paolo Gozzi - 2 anni fa

          La Gazzetta cartacea è il giornale sportivo più imoportante d’Europa, ha due milioni di lettori il giorno e ha delle logiche chiare: punta sui personaggi e sui temi che interessano un pubblico vastissimo. Per noi appassionati gara 2 Thai con il confronto ravvicinato e “cattivo” tra Sykes e Rea è stata il massimo. Ma per appassionare i milioni di persone servono imprese italiane, personaggi che arrivino al cuore anche di quelli che di moto non sanno niente. Un anno fa per Bayliss e Biaggi le pagine intere ci sono state, anche se erano operazioni più nostalgiche che altro…

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  3. Sbulbor - 2 anni fa

    Sarebbe interessante chiedere tipo a Capirossi cosa sarebbe successo con la nuova commissione MotoGp. Anche nel caso (improbabile) che si rilevi la scorrettezza nella traiettoria in uscita di curva, che si fa?

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