MotoGP: Attack e GPTech, le CRT americane wild card ad Indy

MotoGP: Attack e GPTech, le CRT americane wild card ad Indy

Alla scoperta delle due CRT attese al via ad Indianapolis

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Due CRT Made in USA alla “Racing Capital Of The World”. Ad Indianapolis Attack Performance e GPTech, factory di rinomata esperienza nel circus AMA Pro Road Racing, prenderanno parte al Red Bull Indianapolis Grand Prix della MotoGP con due CRT sviluppate e realizzate in proprio, già in pista sabato 11 agosto proprio all’Indianapolis Motor Speedway per una giornata di test pre-gara con pneumatici Bridgestone. Non sarà all’esordio assoluto la “APR” di Attack Performance, compagine diretta da Richard Stanboli, per anni riferimento Kawasaki nei campionati AMA portando in pista piloti del calibro di di Josh Hayes, Eric Bostrom, Tommy e Roger Hayden, centrando due vittorie consecutive alla 200 miglia di Daytona nel biennio 2007-2008, le prime per una squadra “privata” in 20 anni di storia. La “APR”, acronimo di Attack Performance Racing, è una CRT telaio doppio trave in alluminio realizzato in proprio da Attack su base motoristica Kawasaki Ninja ZX-10R da 220 cavalli (evoluzione del propulsore Kawasaki da 200cv dell’AMA Superbike), sospensioni Ohlins, freni Brembo, impianto di scarico Leo Vince e centralina elettronica MoTeC. Realizzata in poco meno di 3 mesi con soltanto due ore di test al Buttonwillow Raceway Park, la APR aveva esordito in MotoGP a Laguna Seca con il veterano Steve Rapp alla guida, vincitore proprio con Attack alla 200 miglia di Daytona nel 2007. L’esiguo kilometraggio e naturali problemi di gioventù non avevano consentito ad Attack Performance di disputare la gara, girando più lenta rispetto alla Kawasaki Ninja ZX-10R dell’AMA Superbike (condotta sempre da Rapp) e sopra il tempo limite di qualificazione del 107 %, dovendo inoltre rinunciare all’ultimo “time attack” consentito dal regolamento nel Warm Up per un problema alla pompa del carburante. Un esordio da dimenticare, ma che non ha messo in discussione l’impegno profuso da Richard Stamboli ed il suo staff, tanto da disputare due test negli ultimi 10 giorni con un APR rinnovata anche esteticamente, come evidenziato dalla livrea “Stars and Stripes” di impatto rispetto alla veste nero-carbonio adottata a Laguna Seca. Dopo una due-giorni di prove con pneumatici Pirelli all’Auto Club Speedway di Fontana in California, la APR ha affrontato i test pre-gara ad Indy sempre con Steve Rapp alla guida, questa volta con gomme Bridgestone “da gara”, riuscendo a siglare un crono ufficioso di 1’45″5 “al limite” del 107 % per ottenere il lasciapassare per la corsa di domenica. Su questi riferimenti cronometrici si è attestata anche la CRT di GPTech/BCL Motorsports, sigla di progetto “BCL GP212”, in cantiere sin dagli ultimi mesi del 2011. GPTech, factory di Geoff Maloney con la propria base operativa a ridosso di Indianapolis (più precisamente a Clarksville, Indiana), sarà all’esordio assoluto nella top class, ma non nel Motomondiale, ripensando alle precedenti due apparizioni da wild card in Moto2 proprio ad Indy del 2010 (9° con Jason DiSalvo) e 2011 (31° con l’ex campione Red Bull MotoGP Rookies Cup Jake Gagne) con una FTR Moto M210. Impegnata nello sviluppo di altri progetti paralleli (su tutte una Moto3 motorizzata Yamaha YZ250F “GP-M3R” attesa in pista nell’ultima prova dell’USGPRU Championship 2012 il prossimo mese di ottobre), GPTech insieme a BCL Motorsports ha destinato ingenti risorse per realizzare la GP212-CRT su base motoristica Suzuki GSX-R 1000, tanto da disputare non meno di tre test prima di presentarsi alle verifiche tecniche di Indianapolis. Il primo “shakedown” dello scorso mese di luglio ha visto la GPTech CRT, ancora con freni in alluminio, in pista al Gingerman Raceway (Michigan) con Taylor Knapp (protagonista dell’AMA Superbike) in sella. La settimana successiva la squadra si è trasferita all’Autobahn Country Club di Chicago, provando per tre giorni consecutivi con pneumatici Dunlop, giusto in tempo per preparare l’ultimo “step” di sviluppo in vista della giornata di test pre-gara ad Indy dello scorso 11 agosto. All’Indianapolis Motors Speedway la GPTech/BCL GP212 è scesa in pista con pneumatici Bridgestone ed un propulsore Suzuki GSX-R 1000 preparato secondo le specifiche AMA Superbike (200cv), riuscendo a spiccare un promettente 1’45″8 con Aaron Yates alla guida, per anni pilota ufficiale Yoshimura Suzuki, campione AMA Superstock 2008 con una “Gixxer” del Michael Jordan Motorsports. Yates, soprannominato “The Enforcer”, ad Indianapolis non sarà soltanto all’esordio in MotoGP, ma disputerà la sua prima gara da due anni a questa parte, costretto alla resa nell’aprile 2010 per un infortunio rimediato nel Warm Up di Fontana dell’AMA Superbike (dopo la pole conseguita nella giornata del sabato), nel dettaglio una doppia frattura alla tibia (una appena sotto il ginocchio e l’altra sopra la caviglia) e la rottura della parte bassa del perone. Tornato in pista, salvo rinunciare a prender parte alle due manche, pochi mesi più tardi al Barber Motorsports Park di Birmingham, il 38enne pilota di Milledgeville è ora pronto a rientrare nel motociclismo che conta dalla porta principale con una missione: qualificarsi alla gara, l’unico obiettivo dichiarato dal team GPTech. Alessio Piana (Twitter: @AlessioPiana130)

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