MotoGP, Suzuki a Motegi con il prototipo 2019

MotoGP, Suzuki a Motegi con il prototipo 2019

Sylvain Guintoli a Motegi guida una Suzuki GSX-RR con specifiche 2019. Nuovo telaio in alluminio, aerodinamica rivisitata, motore con più cavalli e altri aggiornamenti.

di Luigi Ciamburro
Sylvain Guintoli

A Motegi Suzuki ha schierato la terza GSX-RR di Sylvain Guintoli al fianco di Alex Rins e Andrea Iannone. Il collaudatore francese ha girato 1,5″ più lento di Andrea Dovizioso nella FP1 con il prototipo 2019 che riserva molte novità, a dimostrazione del grande lavoro svolto ad Hamamatsu in vista dei test invernali e degli obiettivi per il prossimo anno. Nuovo motore, telaio rivisitato, aerodinamica ridisegnata, altri aggiornamenti che adesso necessitano di giri per coordinare l’intero pacchetto.

Nei giorni scorsi Suzuki, che quest’anno può ancora contare su un numero illimitato di test, era scesa in pista a Motegi per provare il nuovo motore. Sarà la terza wild card per Guintoli, dopo quelle di Barcellona e Brno, ma stavolta ha un compito molto importante: “Per la prima volta abbiamo tutte le nuove parti contemporaneamente sulla moto. Questa è la nuova base per il 2019… Per noi, si tratta di capire come mettere insieme tutti i nuovi pezzi, è un momento emozionante per me, posso testare tutte le novità“.

Sarà un lavoro propedeutico al test di Valencia del 20-21 novembre, quando in sella alla GSX-RR salirà la nuova coppia di attacco formata da Alex Rins e Joan Mir. Il telaio non è quello rinforzato in carbonio intravisto sulla moto di Rins dal GP d’Austria. In quel caso il carbonio era stato impiegato per studiare vari gradi di rigidità prima di allestire la versione (forse) definitiva in alluminio. “Ora abbiamo capito in quale direzione andare, sappiamo di quanta rigidità abbiamo bisogno, quindi abbiamo implementato quella rigidità direttamente sul telaio in alluminio“, ha spiegato Davide Brivio a Motogp.com.

Dal momento che la Suzuki perderà le concessioni dal prossimo anno, dopo due podi di Rins e tre di Iannone, bisogna affrettarsi con lo sviluppo per trovare subito una buona base. La nuova carena aerodinamica non stravolge la strada percorsa finora, ma viene presentata con un “piccolo miglioramento“, invece il motore dovrebbe consegnare più potenza, una pecca indelebile in questo campionato, che non ha permesso ad Andrea Iannone di poter lottare per traguardi più facoltosi in diverse occasioni come Aragon.

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