MotoGP: Paolo Ciabatti “Avere otto Ducati in pista non è una situazione normale”

MotoGP: Paolo Ciabatti “Avere otto Ducati in pista non è una situazione normale”

Il Direttore Sportivo Ducati Corse analizza la situazione in MotoGP tra squadre ufficiali e satellite, un aspetto che vede la rossa di Borgo Panigale come la più impegnata.

di andrè cazeneuve/paddock-gp.com

Si dice spesso che i regolamenti della MotoGP sono realizzati da Honda, ma se c’è un fatto che è facilmente verificabile è che Ducati è il principale fornitore in griglia di partenza. Con otto Desmosedici di tre diverse tipologie, l’azienda di Borgo Panigale schiera non meno di otto moto. Una situazione eccezionale, ma un’eccezione che dura da tempo. Cosa succederà nel 2019? Il Direttore Sportivo Ducati Corse Paolo Ciabatti risponde.

La Ducati non fa le cose a metà in MotoGP. Schiera infatti tre GP18 per i piloti ufficiali, vale a dire Dovizioso, Lorenzo e Petrucci, tre GP17 per Bautista, Rabat e Miller e due GP16 per Abraham e Simeon. In totale contiamo otto moto contro le sei di Honda, quattro di Yamaha, mentre sia KTM, Aprilia e Suzuki si fermano a due.

“È una situazione che non è propriamente normale” ammette Paolo Ciabatti. “Tuttavia forniamo ai nostri team satellite un servizio e un supporto tecnico eccellenti a un prezzo realistico. E ogni volta, i piloti mostrano il valore di queste moto, come hanno recentemente fatto nei test Rabat o Miller. Sappiamo che Dorna vuole che i sei produttori abbiano quattro piloti a loro disposizione, ma il modo in cui le cose si evolveranno non dipende esclusivamente dalla loro volontà.”

Un’ultima osservazione dell’italiano: “Tutto dipende da cosa faranno fabbriche come Aprilia o Suzuki. Non so se vogliono davvero fornire anche una squadra privata. Per quanto ne so, la Suzuki non è pronta e per quanto riguarda Aprilia, ho i miei dubbi. D’altra parte, KTM sembra davvero volere una seconda squadra e sarebbe interessante.”

Soprattutto per quanto riguarda KTM, sembra ormai sempre più chiaro come ci sia un particolare interesse per Tech3, che per il momento lascia Yamaha senza una struttura satellite nel 2019. La fornitura ai privati però non è un’operazione vista così male: “Saremmo felici di continuare a fornire tre squadre” afferma Ciabatti.

La situazione attuale è che Tech3 si sta muovendo verso KTM, mentre se la Suzuki proclama a chiunque voglia sapere che vuole una squadra satellite, sarà alle sue strette condizioni, vale a dire controllando questa squadra in ogni aspetto. Suzuki non ha mai voluto, dal punto di vista culturale e storico, svelare la sua tecnologia a chiunque in un Gran Premio. Resta il caso Aprilia, il cui impegno si rivela ogni stagione un po’ più come al livello del minimo sindacale.

Infine, sul lato delle possibilità, si ricorderà che il team di Aspar, ora chiamato Angel Nieto, ha fatto domanda per ottenere le Yamaha presto lasciate da Tech3. E che Marc VDS Racing non è molto soddisfatto della considerazione datagli da Honda, nonostante le sue solide risorse finanziarie.

L’articolo originale su paddock-gp.com

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