MotoGP, cosa succede a Johann Zarco?

MotoGP, cosa succede a Johann Zarco?

Johann Zarco 5° alla pausa di campionato MotoGP. Dopo Le Mans sembra essersi spezzato l’incantesimo tra il pilota e la Yamaha M1 satellite.

di Luigi Ciamburro
Johann Zarco

Johann Zarco è arrivato in patria da eroe, da contendente al titolo mondiale, da stregone capace di trasformare la M1 satellite in una moto più competitiva della ufficiale. Ma la caduta di Le Mans ha infranto l’alchimia e negli ultimi cinque Gran Premi il pilota Tech3 non ha mai centrato una top-5. Cosa sta succedendo nel box e nella mente dell’enfant prodige?

VITA PRIVATA – Fino all’anno scorso Johann era visto come il pilota più umile, senza tatuaggi, faccia acqua e sapone, mai un lamento sugli aggiornamenti della sua moto. Un campione di umiltà che lo ha reso uno dei piloti più amati del paddock, senza orpelli nè montature di testa. Probabilmente la vita privata gli ha fatto perdere quel decimo prezioso in pista. Assediato dai fan e dai media, ha iniziato ad assaporare il gusto del successo. Ha interrotto i buoni rapporti con il manager Laurent Fellon che si protraevano da un decennio, erano come padre e figlio e hanno preso strade differenti, come dimostra l’assenza del manager nelle ultime gare. Negli ultimi mesi Zarco ha trovato l’amore e si è trasferito nel sud della Francia con la sua ragazza per godersi i frutti del suo lavoro. E se fino a pochi mesi fa non reclamava nulla dalla casa madre, adesso ha cominciato ad avanzare le piccole prime pretese. “Johann è un tipo diverso ora, più difficile da gestire – ha ammesso Poncharal -. Cerchiamo di aiutare, ma… L’anno scorso non si è mai lamentato della moto, del fatto che non abbiamo ottenuto le parti di sviluppo che il team ufficiale ha avuto. Ma ora ha iniziato. Penso che questo mostri qualche debolezza“.

DA YAMAHA A KTM – Non siamo al tramonto anticipato di Johann Zarco. Dopo aver saggiato i capogiri della leadership, va in vacanza con il 5° posto in classifica, ma è tallonato da Lorenzo, Petrucci, Crutchlow e Iannone. Vuoi l’imminente passaggio in KTM, vuoi la filosofia Yamaha, Tech3 non riceve tutti gli aggiornamenti disponibili per le moto ufficiali di Rossi e Vinales. “Non voglio sapere troppo, perché meno so meglio è“, ha detto all’indomani del Sachsenring. “C’è qualcosa che manca nel nostro pacchetto e che a volte mi delude. Non riusciamo a diventare più forti durante un weekend di gara“. Non resta che fare buon viso a cattivo gioco, con un occhio al presente e uno al futuro in KTM. Il francese insegue il sogno di vincere un mondiale con un marchio europeo, una sfida al momento molto difficile, quasi mitologica, impossibile da realizzare nel breve-medio termine. Allora meglio rivedere gli obiettivi: “La top 5 sarebbe un grande passo, dopo possiamo pensare ai podi. KTM non è entrato nella classe MotoGP per sparire in due anni“, ha detto a Speedweek.com. “Spero di essere il pilota giusto al momento giusto per KTM… Dovrò certo cambiare il mio stile di guida, ma guidare in modo aggressivo non è il modo di essere veloce con una MotoGP“. La casa di Mattighofen è pronta ad esaudire le sue richieste, ma per tornare in vetta servirà una mente ben bilanciata, sgombra da pensieri, quel decimo in più che deve arrivare dalla vita fuori le piste.

 

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