MotoGP, Austria: Yamaha, perchè quest’ammissione di colpa?

MotoGP, Austria: Yamaha, perchè quest’ammissione di colpa?

I giapponesi si scusano per i brutti risultati di Rossi e Vinales che però sono 2° e 4° nel Mondiale: inaudito

di Redazione Corsedimoto
Yamaha MotoGP

Kouji Tsuya, capo progettista della Yamaha, nella conferenza stampa post qualifica del GP d’Austria ha parlato ai media sotto gli occhi fiammeggianti di Lin Jarvis, responsabile delle corse, e Massimo Meregalli, responsabile del progetto MotoGP. Due dirigenti del team, mentre Tsuya è diretta emanazione dell’azienda. Gerarchicamente la più alta carica Yamaha in pista. Mai successo che un tecnico di così alto rango facesse una simile  ammissione di colpa in  pubblico. La situazione Yamaha per altro non è catastrofica: la qualifica austriaca  è stata pessima, ma Valentino Rossi è 2° nel Mondiale e Maverick Vinales 4°.

COS’HA DETTO – «Sapevamo che questa sarebbe stata una pista difficile per noi, perché soffriamo tanto in accelerazione» sono state le prime parole di Tsuya,«Il risultato è una delle peggiori qualifiche per la Yamaha da molto tempo a questa parte. Come se non bastasse, Viñales ha avuto anche dei problemi a dei sensori nelle FP1 e nelle FP4: stiamo cercando di capire che cosa è successo. Voglio chiedere scusa ai nostri piloti e assicuro che stiamo lavorando duro per trovare una soluzione. Adesso, siamo concentrati per cercare di risolvere i problemi per la gara». 

FACCIA – I giapponesi, tirati in ballo da mesi da Valentino Rossi (“Yamaha non si sta impegnando abbastanza“) alla fine ci hanno messo la faccia. Per prendersi tutte le colpe: inaudito, per la mentalità giapponese, secondo la quale il pilota, qualunque pilota, è soltanto un elemento del progetto.  Per altro, a livello sportivo, è un momento magico per Yamaha Motor Co che ha appena festeggiato il quarto successo di fila alla 8 Ore di Suzuka, la super gara Endurance che si corre con una moto derivata dalla produzione, la YZF-R1, ma per la quale Yamaha mette in campo tantissima tecnologia accumulata in MotoGP. Per esempio: si parla sempre di Yamaha in ritardo nel settore elettronico, ma alla 8 Ore centraline e software (consumo benzina e gomme, gestione veicolo, ect.) fanno la differenza. Alla 8 Ore le marche giapponesi profondono il massimo impegno tecnico possibile, e ci sono tutte. Vincere una è difficilissimo, vincerne quattro di fila (facendo schiumare rabbia al gigante Honda…) è un’impresa clamorosa. Yamaha, in questo momento, è al top anche in Superbike: non vincono il Mondiale solo perchè l’asso nella manica (Jonathan Rea) ce l’ha la Kawasaki, ma anche su quel fronte ormai la R1 è ritenuta la moto con il potenziale più alto.

E I PILOTI? – Assumendosi la colpa della situazione, Tsuya ha scaricato di responsabilità Valentino Rossi e Maverick Vinales. Che però probabilmente qualche responsabilità ce l’hanno anche loro. Sarà un caso, ma perduto Jorge Lorenzo – strappato a peso d’oro dalla Ducati – la M1 non ha più trovato la direzione. Statistiche alla mano, Maverick Vinales è un 23enne alla quarta stagione in top class, con appena 4 vittorie (una con la Suzuki) all’attivo. Valentino Rossi non vince il Mondiale dal lontano 2009: nell’era segnata dai successi di Casey Stoner, Jorge Lorenzo e Marc Marquez è sempre rimasto a secco.

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  1. Keyoh90 - 5 giorni fa

    “inaudito” e nessuna spiegazione.. E la risposta alla domanda iniziale sul perché di questa ammissione di colpa? E quell’insinuazione lasciata cadere nel vuoto: “sarà un caso che da quando non c’è Lorenzo la yamaha non va?” Ma che articolo è??? Dico non dico.. e senza guardare le statistiche in maniera seria.

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  2. KINGCRIMSON - 5 giorni fa

    In verità nel 2009 sia Stoner sia Lorenzo erano già in MotoGp; non è nemmeno necessario andare a controllare…

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    1. fabu - 4 giorni fa

      e anche nel 2008, se vogliamo proprio dirla, quando Lorenzo debuttò col botto con pole a raffica che avrebbero dovuto umiiare il compagno di box, e con Stoner in Ducati che col mondiale appena conquistato non ce ne sarebbe stato piú per nessuno per almeno altri cinque anni…e facciamo finta che il 2015 non sia mai esistito.

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