MotoGP, Aleix Espargarò il ‘ribelle thailandese’ della Michelin

MotoGP, Aleix Espargarò il ‘ribelle thailandese’ della Michelin

Aleix Espargarò è stato l’unico pilota a scendere in pista al Buriram con la posteriore morbida. Una scelta quasi obbligata dalla mancanza di grip dell’Aprilia RS-GP.

di Luigi Ciamburro
Aleix Espargarò

II primo GP della Tailandia si è rivelato molto impegnativo per Michelin, a causa delle poche informazioni e della necessità di scegliere le mescole prima dell’inizio del campionato. I dati del fornitore francese potevano basarsi solo sui tre giorni di test invernali, nessun precedente di gara e con previsioni meteo che si sono rivelate più estreme del previsto.

Dopo le prove libere e le qualifiche Michelin ha consigliato di affidarsi alle hard al posteriore per affrontare al meglio le alte temperature dell’asfalto prossime ai 50°C e la superficie abrasiva del circuito del Buriram, onde evitare un brusco calo delle gomme sulla distanza di gara. Tutti i piloti della MotoGP hanno risposto affermativamente alle raccomandazioni della Michelin usando la gomma posteriore rigida, ad eccezione di Aleix Espargarò  che, al termine della gara (13° posto finale), ha ribadito come la posteriore morbida avrebbe garantito un assetto ottimale alla sua Aprilia RS-GP. Sei piloti hanno optato per l’anteriore media: Johann Zarco, Xavier Simeon, Alvaro Bautista, Andrea Iannone, Jack Miller e Jordi Torres. Nessuno, invece, ha selezionato la gomma anteriore morbida.

Aleix Espargarò è stato l’unico a non ascoltare i suggerimenti della Michelin sulla gomma posteriore. Nonostante le informazioni avanzate dai tecnici del fornitore unico ha voluto azzardare una scelta differente dagli altri, soprattutto per le difficoltà della Casa di Noale a garantire grip al posteriore con le mescole più dure, a prescindere dai timori sulla durata degli pneumatici per gli ultimi giri della gara. Del resto la hard era stata provata durante il warm-up ma con risultati assai deludenti. “La gomma morbida, a mio parere, è stata la scelta migliore“, ha detto il pilota spagnolo. “Ne ho discusso a lungo con la squadra e con i tecnici Michelin. C’erano alcuni dubbi sulla durata e, negli ultimi giri, in realtà ho preferito mantenere la mia posizione senza rischiare. Abbiamo sofferto molto con l’aderenza, che è uno dei punti più deboli della moto 2018. Era impossibile per me correre con la gomma dura“.

La difficoltà principale era nel gestire al meglio la mescola più soffice al posteriore, ha cercato di guadagnare il massimo dalla gara thailandese chiudendo 13° e con 21,4″ di gap dal vincitore. Il compagno di box Scott Redding è arrivato 16° al traguardo con 23,8” di ritardo, anche se nell’ultimo giro è stato di 1,3 secondi più veloce di quello di Espargarò ormai in sofferenza con le soft . “Penso di aver ottenuto quanto più possibile su questa pista che è sicuramente una delle più difficili in calendario per noi. Il tredicesimo posto e tre punti non possono essere pienamente soddisfacenti. Dobbiamo migliorare e siamo ben consapevoli dei nostri punti deboli“.

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