MotoGP, aerodinamica in continua evoluzione-limitazione

MotoGP, aerodinamica in continua evoluzione-limitazione

L’aerodinamica MotoGP subirà un’ulteriore cambio di regolamento dal 2019. Un settore che non trova pace dopo l’introduzione delle winglets Ducati nel 2015.

di Luigi Ciamburro
Carene aerodinamiche MotoGP

Dalla stagione 2019 il regolamento sulle carene aerodinamiche subirà una netta limitazione al fine di ridurre i costi. L’introduzione delle winglets risale al 2015 con Ducati a fare da apripista, con un ingente investimento di tempo e denaro per rendere più stabile la moto in curva, per distribuire meglio il carico aerodinamico tra avantreno e retrotreno, permettendo di trovare carico sull’avantreno in modo molto più efficace, consentendo anche di profilare il resto della carenatura della moto ai fini del miglioramento del coefficiente di penetrazione. In pratica con le alette è stato possibile disegnare una carenatura più efficiente in termini di resistenza aerodinamica, senza dover spostare il carico aerodinamico verso il retrotreno.

Dal 2017 sono state messe fuorilegge dalla Dorna, su pressione Honda, per confutabili motivazioni di sicurezza in caso di incidenti. Un colpo basso che Ducati ha dovuto mandare giù tappandosi il naso, ma non senza sollevare proteste. Ma il dado era ormai tratto, l’aerodinamica ha continuato a fare il suo corso dopo che i costruttori ne hanno saggiato l’importanza. Nella pausa invernale una “sosta” in galleria del vento è divenuta routine, i costi sono lievitati tanto che si è dovuto rimettere mano al regolamento per il 2019. Sono stati introdotti nuovi limiti di dimensione delle appendici e nella combinazione delle varie parti. I progetti attuali saranno ancora consentiti ma non sarà possibile rimuovere o cambiare parti aerodinamiche significative.

Fino a quest’anno i team hanno omologato la carena “modulare” più complessa ed estrapolato parti in base alle esigenze dei piloti e dei circuiti, così da avere differenti opzioni aerodinamiche nel corso della stagione. Dal prossimo anno verrà posto un limite ben preciso: “Quello che vediamo ora si ripeterà ugualmente nel 2019, l’unica differenza è che non possono esserci parti scomponibili della moto – ha spiegato Mike Webb a Sky Sport MotoGP -. Quello che si vede in Qatar dovrà essere lo stesso tutto l’anno, abbiamo visto alcuni costruttori spostare le ali o toglierle su certe piste, questo non potrà accadere l’anno prossimo. Una volta che sarà omologata la moto dovranno mantenerla allo stesso modo e dovranno anche scegliere l’area in cui queste componenti dovranno essere messe e non potranno più essere spostate“.

Le carene aerodinamiche sono un’invenzione Ducati che, a questo punto, dovrà nuovamente rivedere i suoi piani con un certo disappunto. “Onestamente, penso che si sia parlato fin troppo dell’aerodinamica. Certo, è qualcosa di nuovo e non è mai esistito a questo livello sulle moto da corsa, ma cambiamo troppo le regole – ha dichiarato Gigi Dall’Igna -. La stabilità delle regole è fondamentale e invece cambiamo quelle sull’aerodinamica ogni anno, a partire dal 2016“.

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