Moto2: Zulfahmi Khairuddin e SIC Racing Team si dividono

Moto2: Zulfahmi Khairuddin e SIC Racing Team si dividono

Una decisione presa di comune accordo: Zulfahmi Khairuddin chiude la sua esperienza in Moto2 dopo quattro gare. SIC Racing Team è già alla ricerca di un sostituto da annunciare a breve.

di Diana Tamantini, @dianatamantini

Zulfahmi Khairuddin conclude la sua esperienza in Moto2 con SIC Racing Team: il pilota malese, in accordo con la sua squadra, ha deciso di interrompere con effetto immediato il rapporto di collaborazione dopo quattro gare nel Campionato del Mondo. SIC Racing Team è alla ricerca di un sostituto che potrebbe essere annunciato già nel corso di questa settimana.

Chiamato quasi all’ultimo per realizzare la sua prima annata nella categoria intermedia al posto di Hafizh Syahrin, che ha debuttato in MotoGP con Monster Yamaha Tech 3, Khairuddin è ritornato a competere nel Motomondiale (precedentemente aveva realizzato 7 stagioni tra 125cc e Moto3) dopo due anni trascorsi nel mondiale Supersport. Dopo quattro gare, il miglior piazzamento ottenuto dal malese in gara è una ventiseiesima posizione in Argentina, mentre nell’ultima gara a Jerez ha chiuso dopo appena nove giri. Da qui la decisione di concludere anzitempo la stagione.

Queste le parole di Khairuddin: “Dopo quest’ultimo Gran Premio ritengo sia davvero difficile migliorare i miei risultati rispetto all’inizio della stagione. Ho pensato parecchio e discusso molto a lungo con la squadra, giungendo alla conclusione che concludere la mia carriera in Moto2 sia la migliore soluzione.” Non rimarrà però lontano dalle corse, ma continuerà come mentore per i piccoli piloti malesi coinvolti nel programma ‘Impian ke MotoGP’, supportato dal Sepang International Circuit.

“Voglio ringraziare Zulfahmi per il lavoro e la dedizione in queste quattro gare” ha dichiarato Razlan Razali, direttore esecutivo del SIC. “Mi rendo conto di quanto sia stato difficile per lui adattarsi ad un campionato così competitivo, nonostante la sua esperienza in Supersport. Anche se probabilmente non era pronto fisicamente e mentalmente per correre in Moto2, ha voluto provare, dando il massimo in ogni GP.”

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