Superbike Thai: Xavi Fores, con Barni Ducati ad un passo dal Paradiso

Superbike Thai: Xavi Fores, con Barni Ducati ad un passo dal Paradiso

Lo spagnolo finisce in scia a Jonathan Rea, davanti ai ducatisti ufficiali. La squadra bergamasca festeggia

di Paolo Gozzi, @paologozzi1
Xavi Fores

Xavi Fores ha tenuto sulla corda Jonathan Rea per tutti i 20 giri della prima sfida di Buriram. Con la Ducati Panigale  gestita da una piccola squadra bergamasca, il team Barni, è riuscito là dove Chaz Davies e Marco Melandri hanno fallito, pur guidando le Rosse ufficiali. Il 32enne è il pilota del momento: okay, la sua Ducati non è proprio “privatissima”, perchè l’elettronica è la stessa delle ufficiali e il direttore tecnico, Luca Minelli, è un ingegnere di Ducati Corse. Ma l’impresa riporta ai tempi romantici della Superbike, quando anche i privati (adesso si chiamano “indipendenti”) nelle giornate giuste si potevano giocare il Paradiso.  Per Barni Racing, sbarcato nel Mondiale tre anni fa,  è stato il miglior risultato di sempre. E anche per Xavi: adesso manca l’ultimo passo… (qui cronaca e classifica di gara 1)

Xavi Fores «E’ un risultato totalmente inaspettato e per questo sono al settimo cielo” racconta Xavi Fores.  “Sorpassare Camier è stato difficile e nella lotta ho perso terreno da Rea, ma quando sono rimasto solo sono riuscito a fare il mio ritmo, che era simile a quello di Jonny. E Questa credo sia stata la chiave: io non sono riuscito a prendere lui, ma gli altri non sono più riusciti a prendere me. Ora ci godiamo il momento, ma pensiamo già a domani per fare un’altra bella gara».

Barni Racing è la creatura da corsa di Marco Bernabò: i successi a ripetizione nel CIV con Michele Pirro sono stati l’antipasto, adesso è protagonista anche nel Mondiale.  «Per noi questa è come una vittoria. Xavi ha fatto una gara straordinaria guidando sempre sullo stesso passo di Rea. Credo che alla fine sia sempre il pilota a fare la differenza per cui lo ringrazio davvero. E’ stato perfetto e ci ha portato a questo incredibile risultato, ma so bene che questo è uno sport di squadra e tutti lavorano alla grande. Tre anni fa abbiamo iniziato questo percorso insieme e adesso ne stiamo raccogliendo i frutti. Sono davvero orgoglioso del mio team e del mio pilota».

Foto: Diego De Col

 

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