Superbike: Parla Jonathan Rea 3° “Sembra facile, ma io sono al limite ogni metro”

Superbike: Parla Jonathan Rea 3° “Sembra facile, ma io sono al limite ogni metro”

Il campionissimo parla del terzo titolo, della Kawasaki e …di MotoGP. I complimenti di Marc Marquez, via social.

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Jonathan Rea, 30 anni, festeggia il terzo Mondiale sul podio di Magny Cours, 30 settembre 2017

Uno fra i primi a complimentarsi con Joanthan Rea, via social, è stato Marc Marquez. Entrambi Cannibali, piloti assetati di vittorie e titoli Mondialli. Ovvio che si capiscano al volo…

Mi ha fatto molto piacere. Marc Marquez è un grandissimo pilota, fra qualche settimana magari ricambio i complimenti…

Jonathan, ormai in Superbike sei fuori quota. Perchè non vai a sfidare Marquez in MotoGP?

cover TW“Perchè ho un contratto con la Kawasaki per il 2018 e la Kawasaki non corre in MotoGP. Per cui per un altro anno, almeno, mi vedrete correre in Superbike. A metà stagione scade il mio contratto e quello degli altri top rider di entrambi i Mondiali. Avremo modo di parlare. Ma sono franco: io sto molto bene qua, e la Kawasaki è la mia casa.”

Da fuori sembra che vinci passeggiando. Dov’è il segreto?

“Ne ho tanti, ma non ve li dico. Facile? Sull’asfalto infido di Magny Cours ho guidato costantemente al limite. In gara ho rischiato almeno cinque volte di cadere.  Volevo festeggiare il Mondiale dal centro del podio. Tutto qui.”

Gli avversari dicono che l’asso nella manica è la Kawasaki…

In effetti la svolta della mia carriera è stata approdare in Kawasaki Racing Team. Ho un’azienda alle spalle, un reparto corse che non smette mai di lavorare per farmi vincere. Noi corriamo e loro a casa, in Giappone, continuano a studiare come migliorare la ZX-10R. Guido la moto dei miei sogni. L’ho capito fin dai test invernali che avremmo fatto fuochi artificiali.

Gli stessi avversari vorrebbero toglierti 1500 giri…

Io non discuto di regolamenti, penso solo a guidare, più forte che posso, la moto che Kawasaki mi darà in mano. Dico solo che le regole Superbike non sono mai state “stradali” come adesso. Sspensioni, freni e altri dettagli sono a prezzo imposto, la cilindrata è uguale agli altri e inferiore a quella della Ducati. Le gomme sono identiche per tutti. Dallo scorso anno ci hanno imposto anche limitazioni all’alimentazione (divieto di apertura variabile dei corpi farfallati, ndr) ma siamo andati ancora più forte.

Dei tre Mondiali qual è il più speciale?

“Il primo è stato indimenticabile, ma questo è il più bello di tutti. Ho vinto la gara, ho tagliato il traguardo delle 50 vittorie, partendo dalla pole. Il week end perfetto che sognavo.”

E adesso?

“Il primo obiettivo è concludere la stagione nel miglior modo possibile. Restano cinque gare e non è ancora tempo di mollare. Voglio vincere più che posso. Poi cominceremo a lavorare per il 2018. Ripetersi è sempre difficile, noi ci impegneremo al massimo. Io sono quello che taglia il traguardo ma dietro ho tantissime persone che lavorano. Affamate quanto me: è questo il bello di essere in Kawasaki.”

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