Superbike Aragon: Gara 2, Chaz Davies piega Jonathan Rea

Superbike Aragon: Gara 2, Chaz Davies piega Jonathan Rea

Chaz Davies e la Ducati tengono vivo il Mondiale battendo il Campione in carica nella sfida finale del Motorland Aragon

di Paolo Gozzi, @paologozzi1
Chaz Davies

Chaz Davies batte Jonathan Rea nella seconda sfida del Motorland Aragon e la Ducati tiene vivo il Mondiale. Niente fuga per il fuoriclasse  della Kawasaki che aveva sbancato la corsa di sabato. Anche l’altro ducatista Marco Melandri, terzo al traguardo, è stato protagonista di una sfida fantastica che ha ridato sapore alla Superbike Ad un quarto del cammino Rea, da tre anni Campione, è sempre leader ma le Ducati sono lì con Davies a -12 punti e Melandri a -18. Prossimo round sabato e domenica ad Assen, in Olanda.

DAVIES RE DI SPAGNA – Per il 31enne gallese è la settimana affermazione su questo tracciato spagnolo dove in passato ha battezzato il primo podio e il primo successo in carriera, nonchè il primo successo della Ducati Panigale, la Rossa che a fine stagione andrà in pensione per lasciare spazio all’attesissima V4. Per Chaz Davies sono 29 successi in carriera (qui l’intervista al vincitore). Rea resta il pilota da battere ma con il nuovo regolamento che ha tolto 1100 giri alla Kawasaki (e 3-400 anche alla Ducati…) il Cannibale corre sul filo: una piccola sbavatura nel giro finale gli ha impedito di lanciare l’attacco che probabilmente aveva pianificato all’ultima frenata.

LA GARA – E’ stata una corsa emozionante, con cinque leader e tre Marche diverse ad avvicendarsi al comando. Nelle battute iniziali Marco Melandri scattato dalla pole in virtù del 4° posto di sabato è stato impegnato dall’olandese van der Mark, poi quinto alla fine dietro all’altra Yamaha di Alex Lowes. Dopo la sfuriata di Melandri al comando del plotone è subentrato lo spagnolo Xavi Fores, con la Ducati del satellite Barni, scivolato senza danni al 9° dei 18° giri. A quel punto Rea ha abbozzato un tentativo di fuga, subito rintuzzato da Melandri e Davies in gran recupero dopo una partenza a rilento. La vittoria si è decisa all’ultimo giro: il primo errore è stato di Melandri, uscito di linea nel disperato tentativo di attaccare Rea, il secondo dello stesso pilota Kawasaki. Stavolta Chaz Davies era inavvicinabile.

GLI ALTRI – L’altra Kawasaki, affidata all’ex iridato Tom Sykes, si è persa per strada, sesto a oltre 13 secondi. Ha preceduto il debuttante Michael Rinaldi, appena 21 anni, con la terza Ducati ufficiale: il riminese, campione europeo in carica, è stato a lungo quarto prima del crollo finale. Ottavo posto per la MV Agusta di Jordi Torres, solo un decimo posto per l’Aprilia di Lorenzo Savadori. Fuori dai punti il compagno Davide Giugliano sostituto dell’infortunato Eugene Laverty. Non è partito Leon Camier, pilota Honda caduto e investito sabato: tre costole rotte.

Foto: Diego De Col

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  1. l.zecchin_417 - 5 giorni fa

    Tralasciando le nefandezze tecniche regolamentari oggi penalizzano i 4 cilindri mentre sino a ieri si penalizzavano i bicilindrici con le strozzature Rea resta nel bene o nel male un top driver ingrado di vincere
    anche con la moto poco competitiva penso che se l’intento era quello di rallentarlo ci sono riusciti ma salvo colpi di scena non cambieranno l’esito del mondiale gia’ scontato a favore della KRT
    con il senno di poi ci si poteva muovere diversamente e bastava poco
    regolamentare i giri motore per una competizione sportiva è qualcosa di abberrante a gestirla meglio bastava poca la mia consulenza la davo a gratis se serviva ha ha detto questo non è cambiato niente Kawa e Ducati anche penalizzate da tutto contagiri strozzature ecc, rimangono pur sempre le moto da battere e dietro c’è il vuoto con una debole luce a favore delle Yamaha è inutile penalizzare i vincenti bisognava operare al contrario per alzare lo spettacolo.. ci sono 4 Ducati buone bastava obbligare KRT amettre in pista altre due Kawa buone ed erano gia’ 8 le moto palpabili per i top driver gli altri che si sveglino se a Ymaha Honda BMW Aprilia e MV basta fare la presenza ben venga ma che non si lamenti nessuno

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