Superbike Portimao Gara 1: vittoria da Campione di Melandri

Superbike Portimao Gara 1: vittoria da Campione di Melandri

Batte nel finale Sylvain Guintoli, Sykes è 3°

di Redazione Corsedimoto

Colpi di scena, sorpassi, emozioni. L’Autódromo Internacional do Algarve di Portimão ci ha riconsegnato la Superbike che tutti conosciamo al culmine di un’avvincente Gara 1 che ha riproposto sul gradino più alto del podio Marco Melandri per una vittoria, in questo particolare momento, emozionante e ricca di significati per il pilota ravennate. Nonostante qualche problema di troppo incontrato nelle prove, il portacolori del BMW Motorrad GoldBet SBK Team ha sovvertito i pronostici della vigilia conquistando una vittoria capolavoro e da Campione. In piena corsa per la leadership sin dalle prime fasi di gara, parte integrante di un agguerrito quintetto di testa formato da Laverty, Guintoli, Sykes e Rea, l’ex iridato della 250 GP ha sferrato l’attacco decisivo all’ultimo giro senza più alcuna possibilità di replica per Sylvain Guintoli, secondo e confermatosi capoclassifica del mondiale ora con 8 punticini su Tom Sykes (3° e costretto alla resa nel finale), ma con più soltanto 41 lunghezze su Melandri.

Per Marco si tratta della seconda affermazione stagionale dopo Gara 1 a Monza, la dodicesima in carriera in Superbike (8 con BMW), un bel modo per rilanciare le quotazioni in campionato a scapito dell’ex compagno di squadra Eugene Laverty, fuori gioco per un problema al motore della propria Aprilia RSV4 Factory riscontrato al giro di boa della contesa quando si ritrovava al comando. KO Laverty, costretto al ritiro anche Jonathan Rea, al culmine di una sensazionale rimonta ha concluso in quarta posizione Leon Camier con la GSX-R 1000 del team Crescent Suzuki, bravo a spuntarla nel confronto diretto con Loris Baz (5°) vantando un passo-gara se non da vittoria, quantomeno da podio.

Ha invece visto il traguardo in sesta posizione Chaz Davies con Michel Fabrizio 7°, niente da fare per le Ducati: Carlos Checa, in evidenza all’avvio, ha concluso in nona posizione, un problema ha tolto di scena Ayrton Badovini. Con soli 12 piloti a pieni giri, hanno guadagnato punti preziosi per la classifica il trio italiano formato da Federico Sandi, Vittorio Iannuzzo e Ivan Clementi, con quest’ordine dalla decima alla dodicesima posizione, mentre Davide Giugliano è stato sfortunato protagonista di una scivolata nei primi giri.

Cronaca di Gara

Allo spegnimento del semaforo il poleman Tom Sykes scatta benissimo, leader alla staccata della prima curva su Melandri, Laverty, Rea, Guintoli, Cehca e Baz, non ci sono cadute e/o contatti quando il plotoncino dei piloti di testa è già transitato al primo settore con posizioni invariate. Non ci sono ulteriori cambiamenti quando va in archivio il primo dei 22 giri previsti, prova subito a sferrare l’attacco per la seconda posizione Laverty a scapito ell’ex compagno di squadra Melandri, ma il ravennate risponde in uscita confermandosi quale primo inseguitore di Sykes che abbozza un tentativo di fuga. Questo proposito di sorpasso riesce a Laverty nel corso del terzo passaggio ed in un lampo è a tutti gli effetti “a ruota” di Sykes grazie al giro più veloce della contesa in 1’43″062. Si lotta per la leadership, ma anche per le altre posizioni: finalmente al 4° giro Guintoli riesce a sopravanzare Rea alla staccata in fondo al rettilineo dei box, è costretto a dar strada a Baz e Giugliano con la propria Panigale Carlos Checa, attualmente in ottava posizione.

In questo terzetto si evidenzia in positivo Giugliano che sfila Baz per il sesto posto, ma al sesto giro anche in negativo per una scivolata, suo malgrado l’ennesima di questa stagione. La contesa perde il pilota capitolino, ma “ritrova” Laverty, nuovo leader al 7° giro sferrando l’attacco decisivo su Sykes in fondo al rettilineo dei box. Mentre saluta la compagnia anche Alexander Lundh, si alzano i tempi sul giro (ad 1/3 di gara siamo già sull’1’44”), questo se non altro comporta benefici in termini di spettacolarità con Laverty, Sykes, Melandri, Guintoli e Rea in fila indiana a comporre il plotoncino di piloti in fuga con già 7″ di margine su Baz, Checa e Camier in rimonta. Da questo “pokerissimo” purtroppo è costretto ad alzare bandiera bianca Jonathan Rea, fuori gioco per un problema alla propria Honda Fireblade nel corso del 9° giro in un momento disastroso per tutto il team Pata Honda: anche Leon Haslam si ferma, ma per (comprensibili) problemi fisici.

Raggiunto e superato il giro di boa della corsa, si registra un clamoroso colpo di scena: Eugene Laverty, in quel momento leader e con concrete chance di salire sul gradino più alto del podio, si ferma per il cedimento del propulsore della propria Aprilia RSV4 Factory. Che sfortuna, che disdetta per il pilota di passaporto irlandese, al comando passa così Melandri con un esiguo margine di vantaggio su Sykes e Guintoli e con un passo-gara clamorosamente alto intorno all’1’45”. Al 17° dei 22 giri previsti “The Grinner” decide che è arrivato il momento giusto per attaccare: in staccata in fondo al rettilineo dei box si affianca e “spinge” fuori traiettoria (e pista) Melandri, si propone così come nuovo leader su Guintoli, anche se Marco si mette soltanto un giro a recuperare terreno.

Con quattro giri da percorrere la gara è apertissima: Guintoli passa in testa alla curva 1, fa lo stesso alla 3 anche Melandri su Sykes che sembra non averne più. Si prospetta così un avvincente duello tra Melandri e Guintoli con il ravennate che ci prova subito al 20° passaggio, ma è costretto a posticipare questo suo proposito soltanto all’ultimo giro. A sorpasso eseguito alla curva 1, Sylvain Guintoli ha subito provato a rispondere al tornantino in discesa della “5”, ma la grinta e determinazione del portacolori BMW Motorrad GoldBet ha fatto il resto: vince così per la seconda volta in questa stagione Marco Melandri, Guintoli 2° è sempre più leader della classifica con Sykes 3° e ora a -8 in campionato aspettando Gara 2.

eni FIM Superbike World Championship 2013
Autódromo Internacional do Algarve Portimão, Classifica Gara 1

01- Marco Melandri – BMW Motorrad GoldBet SBK Team – BMW S1000RR – 22 giri in 38’12.447
02- Sylvain Guintoli – Aprilia Racing Team – Aprilia RSV4 Factory – + 0.007
03- Tom Sykes – Kawasaki Racing Team – Kawasaki ZX-10R – + 4.224
04- Leon Camier – FIXI Crescent Suzuki – Suzuki GSX-R 1000 – + 9.479
05- Loris Baz – Kawasaki Racing Team – Kawasaki ZX-10R – + 12.057
06- Chaz Davies – BMW Motorrad GoldBet SBK Team – BMW S1000RR – + 16.610
07- Michel Fabrizio – Red Devils Roma – Aprilia RSV4 Factory – + 21.350
08- Jules Cluzel – FIXI Crescent Suzuki – Suzuki GSX-R 1000 – + 22.337
09- Carlos Checa – Team Ducati Alstare – Ducati 1199 Panigale R – + 23.662
10- Federico Sandi – Team Pedercini – Kawasaki ZX-10R – + 1’26.995
11- Vittorio Iannuzzo – Grillini Dentalmatic SBK – BMW S1000RR – + 1’27.119
12- Ivan Clementi – HTM Racing – BMW S1000RR – + 1.29’096
13- Max Neukirchner – MR Racing – Ducati 1199 Panigale R – a 3 giri

Servizio Fotografico: Diego De Col

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