Luigi Dall’Igna: “Superbike 2018 coi motori Stock? Altamente improbabile”

Luigi Dall’Igna: “Superbike 2018 coi motori Stock? Altamente improbabile”

Il capo delle corse Ducati contrario a svolte regolamentari traumatiche proposte da Dorna. “Sarebbe un cambiamento troppo importante”

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Luigi dall'Igna nel box Ducati

Carmelo Ezpeleta ha detto di recente che nel 2018 la Superbike adotterà i motori stock (strettamente di serie). Luigi Dall’Igna, numero uno di Ducati Corse, la pensa cosi.

Trovo che questo sia uno scenario altamente improbabile.  Fare un cambiamento così radicale a ridosso della stagione successiva sarebbe per le Case un cambiamento troppo importante”.

Ingegnere Dall’Igna,  la MSMA (l’organismo che rappresenta i Costruttori impegnati nelle corse), non aveva raccomandato stabilità nei regolamenti? 

Questo sarebbe l’ideale, ma in pratica per il regolamento tecnico almeno, è sempre difficile mettere tutti d’accordo e trovare accordi ad unanimità, perché ogni Casa ovviamente cura il proprio interesse e la propria esigenza. Qui entra in gioco l’organizzatore del campionato che cercando di mediare con la partecipazione della FIM propone soluzioni di compromesso che si riescono poi ad approvare con la maggioranza, ed in alcuni casi anche la unanimità delle Case. Il continuo cambio di regole introduce molti costi per i costruttori che inevitabilmente devono fare più ricerca e sviluppo e si ritrovano spesso materiale obsoleto dopo solo un anno. Un regolamento stabile sarebbe sempre preferibile.”

Nel Civ  è stato deciso di cancellare la Superbike e di adottare le regole Superstock per la top class. Non è la stessa rivoluzione cui sta pensando Dorna? 

Trovo difficile che un cambiamento di questa dimensione si possa fare già l’anno prossimo, non ci sono state discussioni ufficiali all’interno dell’MSMA ancora ma solo uno scambio di pareri informali tra organizzatore e Case. Sicuramente un regolamento ancora più spinto verso la Superstock aiuterebbe i team ad abbattere i costi dei materiali e della gestione ma le Case che hanno una base di produzione non performante rischierebbero di essere tagliate fuori quindi qualche compromesso potrebbe essere comunque necessario.”

Parliamo di centralina e software unico. Kawasaki ha proposto di fornire il proprio sistema a tutti. Ducati accetterebbe  una soluzione di questo genere?

“Direi proprio di no, dare il monopolio dell’elettronica ad una casa significherebbe creare inevitabili conflitti di interesse. Se di centralina unica e software unico si dovrà parlare penso sia più probabile che l’organizzatore scelga una piattaforma indipendente con una centralina  che abbia un costo accettabile per la SBK e magari un software derivato dalla MotoGP seppur semplificato il più possibile. Questo rappresenterebbe una piattaforma più equa e bilanciata per tutti.”

Parlando coi responsabili delle Case, sembra che ciascuno la pensi a modo suo. Come se ne uscirà?

“E’ sempre molto difficile trovare un accordo fra le case e anche in questo caso i pareri sono molto diversi. Sarà quindi necessaria una ottima mediazione per raggiungere una soluzione di compromesso che sia accettabile almeno dalla maggioranza.”

La Ducati che visione ha riguardo alla Superbike per i prossimi 4-5 anni? 

“La Ducati ha sempre avuto un occhio di riguardo per la superbike, credo che il percorso fatto in questi ultimi anni sia stato corretto e che oggi il gruppo del divario sia generato dal livello di impegno che le case mettono nel campionato. Il campionato Superbike è fatto però anche di team satellite per i quali i costi sono vitali per la sopravvivenza. Credo quindi che un regolamento orientato all’abbattimento dei costi sia quello più propedeutico al benessere del campionato.”

Gregorio Lavilla, resposabile sportivo della Dorna, a Laguna Seca ha provato la Lightning, la Superbike elettrica.  Nel futuro delle corse Ducati c’è qualcosa di elettrico?

“Il mercato dell’elettrico sta avanzando velocemente ma credo che sia ancora presto per vedere queste moto sovrastare quelle di oggi. L’autonomia è ancora una criticità importante e le ricariche ancora difficili. La tecnologia però si sta muovendo molto velocemente e quindi anche Ducati non è in differente a questo mondo e lo osserva con interesse.”

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