Daytona 200: sabato la 72esima edizione della 200 miglia

Daytona 200: sabato la 72esima edizione della 200 miglia

Pronostico impossibile per la Daytona 200 2013

Una gara che vale una carriera, degno “main event” di una settimana esclusivamente dedicata alle due ruote. Sabato 16 marzo alle 13:00 locali scatta la 72esima edizione della Daytona 200, la leggendaria 200 miglia che dal 1937 a questa parte si disputa regolarmente sul mitico Speedway della Florida, eccezion fatta per la parentesi del lustro 1942-1946 dovuta alla Seconda Guerra Mondiale. Al Daytona International Speedway 32 piloti inseguiranno il sogno di transitare nella “Victory Lane” sfiorando per 57 giri consecutivi, a quasi 300 orari, il banking del “Long Course” da 3,51 miglia (5.65 kilometri), quest’anno con la completa incertezza sui valori in campo per uno schieramento di partenza ringiovanito (scesa l’età media dei “big”), polivalente ed appassionante. Dal 2005 riservata alle moto sportive di media cilindrata (nel 2004 l’ultima edizione con le Superbike in gara), la 200 miglia chiuderà la “Bike Week” con attesi oltre 500.000 motociclisti a Daytona Beach e nella Florida, con lo spettacolo dentro e fuori i cancelli dello Speedway più rinomato nel mondo delle due ruote tra raduni, parate, esibizioni, Supercross, Flat Track e chi più ne ha, più ne metta. Il motociclismo made in USA vivrà pur sempre un momento difficile dovuto alla crisi economica (e ad incomprensibili scelte del promoter DMG), ma la Daytona 200 mantiene sempre un fascino ed una storia impareggiabile per questo sport. Non è un caso che in 71 edizioni sin qui disputate 7 iridati MotoGP/500cc (Giacomo Agostini, Kenny Roberts Sr, Eddie Lawson, Freddie Spencer, Kevin Schwantz, Wayne Rainey e Nicky Hayden) sono transitati vittoriosi sotto la bandiera a scacchi, 11 contando Campioni del Mondo di altre classi (Jarno Saarinen, Johnny Cecotto, Scott Russell, Chaz Davies) più un numero incalcolabile di leggende del motociclismo americano. Dagli albori della corsa che anticipò di una decade la prestigiosa 500 miglia riservata alla NASCAR, Daytona è sempre stata terreno di caccia per le case costruttrici: dal dominio delle case americane (Indian e Harley-Davidson ) all’approdo dei colossi giapponesi nei primi anni ’70, con la striscia di 13 affermazioni consecutive Yamaha dal 1972 al 1984 nel periodo più glorioso della corsa, con le stelle del mondiale 500cc (i Rainey, Lawson, Schwantz, Spencer…) regolarmente schierati dalle case ufficiali. Il presente della Daytona 200 Con compresibile nostalgia si può ripensare agli anni ’80, ma guardando ai giorni nostri la Daytona 200 ed in campionati AMA vivono un periodo di “eterna transizione”. Dalla rivoluzione voluta nel 2009 dal Daytona Motorsports Group, nuovo promoter dell’AMA Pro Racing che fa capo alla famiglia France (titolari della NASCAR e dell’ISC), la 200 miglia ha vissuto di esperimenti (due edizioni disputate in notturna) ed immancabili polemiche giusticate dall’instabilità dei regolamenti. Per ragioni di sicurezza dal 2005 fuori le Superbike, spazio dapprima alla defunta Formula Xtreme, successivamente alla “Daytona SportBike”, eletta (senza grandi consensi) nel 2009 a classe di riferimento del motociclismo americano con un regolamento “variabile” per consentire a moto di differenti specifiche tecniche e cilindrata di lottare per il primato. Una formula studiata per ingolosire le case, ma che di fatto non ha portato alcun beneficio per la crescita del motociclismo targato AMA Pro Road Racing, se non una ritrovata spettacolarità che ha reso la SportBike tra i campionati più combattuti ed avvincenti del pianeta, incomprensibilmente sottostimata da appassionati e addetti ai lavori. Pronostico incerto per la Daytona 200 Per il 2013 la DSB, e di conseguenza la 200 miglia di Daytona, ha rivisto il sistema per equilibrare le performance delle moto tra concessioni regolamentari per le moto in maggiori “difficoltà” ed un differente peso minimo per le tre tipologie di “Supersport” al via: le 4 cilindri sgravate di 5lbs da 360 a 355 (161kg), medesimo discorso per le bicilindriche (da 385 a 380lbs pari a 172kg), addirittura 15lbs in meno per le tre cilindri da 375 a 360lbs (164kg). Una mossa “lungimirante” da parte dello staff AMA Pro Road Racing coordinato da David Atlas, giustificata per l’atteso ritorno in forma ufficiale della Triumph attraverso l’importatore nordamericano ed il Latus Motors Racing, formazione vittoriosa nel 2011 con una 848 EVO affidata a Jason DiSalvo, il primo storico trionfo della Ducati alla 200 miglia. Oltre alle modifiche in materia di peso-minimo, in anticipo di 1 anno rispetto all’AMA Superbike, è stato deciso di imporre un “price cap” per l’elettronica di 7.500 dollari, con tutte le squadre obbligate a presentare la documentazione necessaria per rientrare in questo “tetto” indispensabile per ridurre i costi da affrontare in una stagione. Che finali nell’ultimo biennio! Modifiche al regolamento tecnico, ma anche sportivo con un imperativo: evitare la riproposizione di quanto accaduto nell’edizione 2011. Problemi di gomme, incidenti a 170 mph (250 km/h!), bandiere rosse a go-go e conseguente sostituzione in corsa dei motori: tutto questo per la prima “Daytona 147″ della storia con una distanza di gara ridotta da 57 a 42 giri. Partendo dal primo punto, la Dunlop, monogomma del campionato, ha fatto un passo indietro: nel 2011 le elevate temperature (48° l’asfalto) mai incontrate prima nei “Tire Test” avevano causato problemi di tenuta del pneumatico anteriore Sportmax GPA 120/70R-17, con un surriscaldamento del medesimo che ha spedito a terra a 170 mph Danny Eslick, campione DSB 2011 ed uno dei pretendenti alla vittoria finale. Onde evitare il ripetersi di una simile situazione, i commissari dallo scorso anno si riservano la possibilità di imporre a tutti i concorrenti la preventiva sostituzione degli pneumatici in qualsiasi momento, ben prima dell’unica sosta ai box in programma. Una scelta dovuta per ragioni di sicurezza, così come a gran voce è stata rivista la normativa della sostituzione dei propulsori nell’eventualità di un’interruzione della contesa, mossa “vincente” lo scorso anno del Latus Motors Racing per la Ducati 848 EVO #40 di Jason DiSalvo, ma che ha provocato una coda infinita di polemiche tanto da spingere l’AMA a divulgare una lettera chiarificatrice (e di scuse…) per motivare l’accaduto. Fortunatamente la storica 70esima edizione della Daytona 200 sarà ricordata non soltanto per queste vicissitudini, ma anche e soprattutto per un spettacolare e concitato finale con 7 pretendenti alla vittoria racchiusi in soli 5 decimi, culminato con l’inevitabile “big-one” con 4 piloti a terra e Jason DiSalvo transitare vittorioso sotto l’esposizione della bandiera a scacchi con soli 29 millesimi di vantaggio su Cory West (Vesrah Suzuki), 154 su Jake Zemke (Yamaha Project 1 Atlanta), 219 su JD Beach (Attack Kawasaki), 364 su Josh Herrin (Graves Yamaha) successivamente multato e squalificato per aver innescato la carambola finale coinvolgendo gli incolpevoli Taylor Knapp e Dane Westby. La volata dello scorso anno Una spettacolare edizione 2011, non da meno quanto accaduto 12 mesi or sono con il trionfo finale da assoluto “underdog” (un termine “americano” particolarmente appropriato al riguardo) di Joey Pascarella, a 19 anni tra i più giovani vincitori di sempre in sella ad una Yamaha YZF R6 “immacolata” dal punto di vista delle sponsorizzazioni schierata dal Project 1 Atlanta, compagine che soltanto due settimane più tardi chiuse i battenti per problemi di budget. Autore di una gara accorta e di strategia, Pascarella riuscì a concretizzare uno dei più sensazionali “upset” nella storia del motociclismo americano a scapito di attesi protagonisti come Cameron Beaubier, il poleman Martin Cardenas e del vincitore del 2011 Jason DiSalvo, 2° ed autore di una pregevole rimonta con la Triumph Daytona 675R vestita dei colori “Gary Nixon Replica”. Per la cronaca, dopo 57 giri, 1 ora e 47 minuti di gara, i primi quattro all’esposizione della bandiera a scacchi erano racchiusi nello spazio di 112 millesimi… I favoriti Con le premesse di un’altra super-volata in puro stile Daytona, per la 72esima edizione della 200 miglia il pronostico risulta, ancora una volta, oggettivamente impossibile. Nonostante lo schieramento più risicato di sempre (32 partenti: la crisi economica si sente eccome…), tanti sono i potenziali favoriti per transitare trionfanti alla “Gatorade Victory Lane”, a cominciare dagli ultimi due vincitori Jason DiSalvo (2011) e Joey Pascarella (2012), quest’anno entrambi in sella ad una Triumph Daytona 675 preparata rispettivamente dal Latus Motors Racing e dal team Riders Discount. Se per entrambi l’obiettivo è quello di riportare la Triumph alla vittoria a 45 anni dall’ultimo trionfo del 1967 ad opera del compianto Gary Nixon, con legittime ambizioni si presenteranno ai nastri di partenza dei “Giovani Leoni” del motociclismo americano under-22 di scuola AMA SuperSport: la coppia di Graves Yamaha formata da Cameron Beaubier (il pilota a vantare il maggior numero di affermazioni nella Daytona SportBike 2012) e Garrett Gerloff (fuori gioco lo scorso anno per la frattura al femore destro), i due ex-Campioni Rookies Cup JD Beach e Jake Gagne al via con le R6 di RoadRace Factory/Red Bull, da non sottovalutare il potenziale di James Rispoli (mattatore dell’AMA SuperSport nell’ultimo biennio con 4 titoli all’attivo, promosso alla DSB sempre con Celtic Racing) e Jake Lewis (Meen Motorsports Racing Yamaha). In uscita dall'infield, verso il banking Tra gli “esperti” si segnala Dane Westby, con il team M4 passato da Suzuki e Honda, ed un altro ex-vincitore della 200 miglia come Jake Zemke, nuovamente al via con una Ducati 848 EVO del team Desmo Veloce. Doverosa menzione finale, oltre che per Melissa Paris, anche per la 19enne californiana Elena Myers, 12 mesi or sono artefice della storica vittoria in Gara 2 nell’AMA SuperSport (prima affermazione per una motociclista in 85 anni a Daytona), all’esordio alla 200 miglia con una Triumph Daytona 675R del team Sturgess Cycle e decisa a stupire ancora… DAYTONA 200 2013 L’Entry List 3- Benny Solis – M4 Broaster Chicken Racing – Honda CBR 600RR 5- Dane Westby – GEICO Motorcycle Road Racing – Honda CBR 600RR 6- Cameron Beaubier – Y.E.S. Graves Yamaha – Yamaha YZF R6 7- Fernando Amantini – Team Amantini – Yamaha YZF R6 8- Garrett Gerloff – Y.E.S. Graves Yamaha – Yamaha YZF R6 13- Melissa Paris – MPH Racing – Honda CBR 600RR 21- Elena Myers – Sturgess Cycle Triumph – Triumph Daytona 675R 24- Scott Ryan – Stiles Racing – Yamaha YZF R6 25- Barry Burrell – ADR Motorsports – Yamaha YZF R6 29- Barrett Long – Longevity Racing – Ducati 848 EVO 32- Jake Gagne – RoadRace Factory Red Bull – Yamaha YZF R6 37- John Ashmead – OPR Level 10 Racing – Kawasaki ZX-6R 40- Jason DiSalvo – Latus Motors Racing – Triumph Daytona 675R 41- Luke Mossey – GB Racing – Yamaha YZF R6 42- Kenny Riedmann – Sturgess Cycle Triumph – Triumph Daytona 675R 43- James Rispoli – National Guard Celtic Racing – Suzuki GSX-R 600 50- Bobby Fong – Triple Crown/RMR – Yamaha YZF R6 52- Joey Pascarella – Riders Discount Triumph – Triumph Daytona 675R 64- Shane Narbonne – Six-FourMotorsports.com – Suzuki GSX-R 600 74- Bostjan Skubic – Inotherm Racing Team – Yamaha YZF R6 75- Huntley Nash – LTD Racing – Yamaha YZF R6 82- Daniel Guevara – Guevara Racing – Suzuki GSX-R 600 84- Anthony Fania – KSW Racing – Yamaha YZF R6 85- Jake Lewis – Meen Motorsports Racing – Yamaha YZF R6 86- Ben Young – FOGI Racing – Yamaha YZF R6 95- JD Beach – RoadRace Factory Red Bull – Yamaha YZF R6 98- Jake Zemke – Desmo Veloce – Ducati 848 EVO 166- Brian Kcraget – TOBC Racing – Suzuki GSX-R 600 229- Darren James – Triple Crown/RMR – Yamaha YZF R6 333- Tristan Palmer – Huggys Speedshop – Kawasaki ZX-6R 888- Luke Stapleford – Profile Racing – Kawasaki ZX-6R 966- Daniel Ortega – Dan Ortega Racing – Yamaha YZF R6 Beaubier, DiSalvo e Zemke sicuri protagonistiL’albo d’oro della 200 miglia di Daytona 1937: Ed Kretz (Indian) 1938: Ben Campanale (Harley-Davidson) 1939: Ben Campanale (Harley-Davidson) 1940: Babe Tancrede (Harley-Davidson) 1941: Billy Mathews (Norton) 1947: John Spiegelhoff (Indian) 1948: Floyd Emde (Indian) 1949: Dick Klamfoth (Norton) 1950: Billy Mathews (Norton) 1951: Dick Klamfoth (Norton) 1952: Dick Klamfoth (Norton) 1953: Paul Goldsmith (Harley-Davidson) 1954: Bobby Hill (BSA) 1955: Brad Andrews (Harley-Davidson) 1956: John Gibson (Harley-Davidson) 1957: Joe Leonard (Harley-Davidson) 1958: Joe Leonard (Harley-Davidson) 1959: Brad Andres (Harley-Davidson) 1960: Brad Andres (Harley-Davidson) 1961: Roger Reiman (Harley-Davidson) 1962: Don Burnett (Triumph) 1963: Ralph White (Harley-Davidson) 1964: Roger Reiman (Harley-Davidson) 1965: Roger Reiman (Harley-Davidson) 1966: Buddy Elmore (Triumph) 1967: Gary Nixon (Triumph) 1968: Cal Rayborn (Harley-Davidson) 1969: Cal Rayborn (Harley-Davidson) 1970: Dick Mann (Honda) 1971: Dick Mann (BSA) 1972: Don Emde (Yamaha) 1973: Jarno Saarinen (Yamaha) 1974: Giacomo Agostini (Yamaha) 1975: Gene Romero (Yamaha) 1976: Johnny Cecotto (Yamaha) 1977: Steve Baker (Yamaha) 1978: Kenny Roberts (Yamaha) 1979: Dale Singleton (Yamaha) 1980: Patrick Pons (Yamaha) 1981: Dale Singleton (Yamaha) 1982: Graeme Crosby (Yamaha) 1983: Kenny Roberts (Yamaha) 1984: Kenny Roberts (Yamaha) 1985: Freddie Spencer (Honda) 1986: Eddie Lawson (Yamaha) 1987: Wayne Rainey (Honda) 1988: Kevin Schwantz (Suzuki) 1989: John Ashmead (Honda) 1990: David Sadowski (Yamaha) 1991: Miguel Duhamel (Honda) 1992: Scott Russell (Kawasaki) 1993: Eddie Lawson (Yamaha) 1994: Scott Russell (Kawasaki) 1995: Scott Russell (Kawasaki) 1996: Miguel Duhamel (Honda) 1997: Scott Russell (Yamaha) 1998: Scott Russell (Yamaha) 1999: Miguel Duhamel (Honda) 2000: Mat Mladin (Suzuki) 2001: Mat Mladin (Suzuki) 2002: Nicky Hayden (Honda) 2003: Miguel Duhamel (Honda) 2004: Mat Mladin (Suzuki) 2005: Miguel Duhamel (Honda) 2006: Jake Zemke (Honda) 2007: Steve Rapp (Kawasaki) 2008: Chaz Davies (Kawasaki) 2009: Ben Bostrom (Yamaha) 2010: Josh Herrin (Yamaha) 2011: Jason DiSalvo (Ducati) 2012: Joey Pascarella (Yamaha)

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