MotoGP: Marquez o non Marquez, questo è il problema

MotoGP: Marquez o non Marquez, questo è il problema

Mancano quattro mesi alla sfida 2018 e già impazza il mercato piloti 2019. Sfuma la pista KTM, il boss Stefan Pierer: “Non ci interessa”.

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VALENCIA, SPAIN - NOVEMBER 15: Marc Marquez of Spain and Repsol Honda Team poses with fans during the MotoGP Tests In Valencia day 2 at Comunitat Valenciana Ricardo Tormo Circuit on November 15, 2017 in Valencia, Spain. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

La bella Cecilia. Tutti la vogliono, nessuno se la piglia. Marc Marquez è passato, nel giro di una settimana, da Honda ad altra destinazione e ritorno. Un fatto quantomeno singolare: il pilota ha ancora un anno di contratto con HRC, ma già sui media si scatena la caccia alla sua prossima destinazione.

SUPPO  – Rinnova, non rinnova, cosa farà? Un film già visto, specie quando parliamo di pluricampioni del mondo. La novità, se vogliamo, è nel calibro dei personaggi che rilasciano dichiarazioni. Non l’oscuro tecnico ignoto ai più, neppure l’amico che sa le cose, ma dichiarazioni ufficiali di personaggi di primo piano, vicinissimi all’uomo.. Nel giro di una settimana si sono succedute senza soluzione di continuità una ridda di supposizioni Le polveri le accende Livio Suppo: «Penso che sia più facile per Marc continuare con Honda e restare nel 2019 e nel 2020. Non corre per i soldi. Lo ha dimostrato vivendo e pagando le tasse in Spagna. Credo che sia l’unico pilota spagnolo a farlo. Ovviamente, il denaro è importante perché è una forma di riconoscimento del suo valore da parte della Casa, ma non è la sua priorità, che resta quella che vengano seguite le sue indicazioni. È molto considerato in Honda. Solo lui sa se cambierà.» L’ex Team Manager HRC, quello che ha vinto tutti e tre i trofei in palio nella Top Class, ipotizza che il campione resti al suo posto.

ALZAMORA – Il nome di Puig, che sembra molto gradito al #93 in sostituzione del manager piemontese, è un indizio abbastanza importante del fatto che HRC intenda tenersi stretto il pilota. A confermare la tesi di Suppo c’è un intervista ad Emilio Alzamora, il manager di Marquez: «Honda ha avuto molti piloti, dei campioni, sì, con molto ego. Piloti che credevano di essere al di sopra del proprio mezzo. Marc non ha problemi a riconoscere che, quando ha avuto una moto superiore, ha vinto per questo motivo; né costa alla Honda confessare che Marc ha spesso compensato con il proprio talento ciò che mancava alla RCV. Sono una squadra e c’è correttezza. Marc è un pilota che fa squadra e pensa molto alla società per cui lavora, perché sa meglio di chiunque altro quanto sia importante avere una Casa dietro di lui. Marc non dimentica mai che Honda è stata la marca che gli ha dato l’opportunità di debuttare, vincere, ottenere titoli in MotoGP. Per Marc, la Honda sarà sempre la prima opzione, sempre.» Tutto chiaro.

HERNANDEZ – Marquez uomo squadra, il Team HRC rispetta il pilota, Marc campione anche di gratitudine. Oggi però è il giorno della verità di Santi Hernandez, l’ingegnere capotecnico del #93, secondo quanto riporta motorsport.com: «Marc ha il talento, la forza e l’ambizione di vincere una mondiale con un’altra moto. Se fossi una Casa, chi vorrei avere nella mia squadra sarebbe Marc, perché con la mia moto faccia quello che fa con la Honda . Perché? Perché è infaticabile, ambizioso, gentile e dà sempre tutto. È il pilota che qualsiasi azienda vorrebbe. È come Messi. Messi lascerà il Barça? Beh, sicuramente no. Ma qualsiasi squadra al mondo vorrebbe avere Messi? Certo, sì. Vinceresti se lasciassi il Barça? Beh, questo non possiamo darlo per certo, ma ha tutti i numeri perché possa accadere.» Chi ci capisce qualcosa è Topo Gigio. Il manager del pilota dice che Marquez non abbandonerà la Honda per “gratitudine”, il suo capotecnico afferma che niente è scontato, mentre la HRC sta pensando a un nome gradito al suo pilota di punta per evitarne la fuga. Sia Alzamora che Hernandez sono legatissimi al fuoriclasse e va pure detto che le chiacchiere di mercato così anticipate, spesso servono solo per alzare le quotazioni. Un bizantinismo della politica sportiva. Pretattica, in attesa che si alzi la cortina fumogena attorno al destino del golden boy della MotoGP. Perché il denaro non conta solo quando le parole sono buone per le interviste, ma in occasione dei rinnovi dei contratti, allora pesa eccome.

PIERER – In tutta questa bailamme, c’è però un problema: dove si accaserebbe, eventualmente, l’uomo dei sogni? «KTM, KTM!» Afferma in coro la vulgata. Non è proprio così. Stefan Pierer, indiscusso lìder maximo della Casa di Mattighofen, è stato categorico. Questo è quanto ha dichiarato a speedweek.com: «Ho la chiara intenzione di mantenere in squadra Pol Espargaró per il 2019. Lo dico francamente perché lui lo merita. Inoltre, si è adattato molto bene al nostro team.No, certamente non faccio offerte a Marquez, sono abbastanza onesto: Márquez è un tale fuoriclasse che si muove in un campionato a parte. Se vince, è Márquez. Se perde, la colpa è della mia moto. Inoltre, questo sarebbe controproducente per il nostro programma junior, che abbiamo costruito con tanta cura: adesso abbiamo un team Moto2 di grande successo con Oliveira e Binder, perché questi due piloti sono in grado di guidare la MotoGP per il 2019. A lungo termine, Brad Binder diventerà anche un grande pilota della MotoGP perché è un dio della frenata e mi sono convinto di questo a Valencia. Non voglio spendere così tanti soldi per un pilota come Márquez e quindi bloccare i posti in MotoGP per i nostri talenti. Prendi la Ducati: sinceramente mi rammarico per il successo di Dovi. È un ragazzo così carino, mentre l’altro guadagna 12,5 milioni. Non voglio questo tipo di situazione alla KTM. Nel 2019 forniremo una squadra satellite MotoGP che abbia lo stesso materiale del team ufficiale, non le moto dell’anno precedente. Vogliamo gestire il team clienti come fosse una squadra junior. Potremmo crescere talenti provenienti dalla Moto2 e farli guadagnare esperienza, come Oliveira e Binder. Questa è l’idea: ogni pilota della Moto2 avrà bisogno di un anno o due prima di gestire la MotoGP.»

ZARCO – In sostanza: non vogliamo fare la fine della Ducati che prese Rossi spendendo l’iraddiddio, con la figuraccia che conosciamo. Attenzione che, sostantivo più, sostantivo meno, lo stesso concetto lo espresse Filippo Preziosi prima che venisse ufficializzato il passaggio di Valentino alla Casa di Borgo Panigale. Quindi, se Marquéz fosse da escludere, chi affiancherebbe il catalano Pol Espargarò nel 2019? Pierer anche in questo caso appare abbastanza sicuro:« Quando guardo le pedine sul tavolo dello scacchiere, non c’è nessuno che io possa seriamente valutare a parte Zarco, per essere onesti. Ha vinto il Campionato del Mondo Moto2 per due anni con Aki Ajo e pure la Red Bull Rookies Cup in sella alla KTM. Questo è l’unico pilota della MotoGP che sto considerando seriamente per il 2019. Lui è l’unico.» Nel corso dell’intervista Pierer conferma che i contatti con il manager del rider francese, Laurent Fellon, sono tuttora in corso. La Bella Cecilia, alla fine, resta dove si trova, vivendo ricca e felice.

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