MotoGP Dall’Igna “Sulle alette i giapponesi non la raccontano giusta”

MotoGP Dall’Igna “Sulle alette i giapponesi non la raccontano giusta”

Il capo di Ducati Corse infuriato con la Honda, la Marca che tiene in mano i fili della Msma e del regolamento

2 commenti

2017Alla Ducati non è andato giù il colpo di mano dei giapponesi che hanno chiesto e ottenuto l’abolizione delle alette sulle carene MotoGP dal 2017. Luigi Dall’Igna, direttore di Ducati Corse, oggi ha sparato ad alzo zero dalle colonne di La Gazzetta dello Sport intervistato da Paolo Ianieri.

Noi abbiamo aperto una strada e ci hanno bloccato. Non c’era nessuna situazione di pericolo e una moto con le alette è nettamente più sicura, visto che con l’impennamento si pone un problema di direzionalità della ruota anteriore. A me fa un gran dispiacere che qualcosa di importante come la sicurezza sia stato usato come pretesto dalla GP Commission per bloccare una soluzione tecnica che ci aveva creato vantaggi”.

Dall’Igna ha messo la pietra tombale sulla MSMA, l’associazione dei Costruttori impegnati nelle competizioni.

 La Msma è un’associazione destinata ad avere poco senso. È da più di un anno che non si riesce a trovare un accordo ragionevole su qualsiasi argomento. Sulle alette sembrava che fossimo tutti sostanzialmente d’accordo, invece il giorno dopo hanno cambiato idea”

Evidentemente il binomio Lorenzo-Ducati incute un certo timore alla concorrenza, Honda in testa. E i giapponesi stanno già alzando barricate…

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  1. Katana05 - 6 mesi fa

    Capisco le ragioni di Dall’Igna e trovo giusto che le rivendichi con tutta la veemenza disponibile, ma dal mio canto trovo quegli spoiler inguardabili: se non si pone un freno ci troveremo in pista i camion di Oler Togni. E francamente trovo improbabile che quelle appendici possano dare tutto il vantaggio ipotizzato dal buon Gigi.

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  2. Sbulbor - 6 mesi fa

    Il problema è la gestione mafiosa della Dorna, la Honda ha in qualche modo rinunciato allo strapotere tecnologico per accettare l’elettronica unica, ora c’era da aspettarsi che non avrebbero mollato di un centimetro su tutto il resto.

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