KTM all’attacco in pista e sul mercato: “Puntiamo a 400 mila moto”

KTM all’attacco in pista e sul mercato: “Puntiamo a 400 mila moto”

Il CEO Stefan Pierer senza freni: “Fra tre anni produzione quasi raddoppiata”. Nel mirino 2018 il doppio Mondiale Moto2-Moto3

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Stefan Pierer CEO di KTM

KTM è un fiume in piena, il nuovo che avanza, l’incognita che desta preoccupazioni nel medio termine alle big della MotoGP e alle case motoristiche di tutto il mondo.

CONDOTTIERO – Parte del merito va a Stefan Pierer, CEO del brand austriaco, che ha preso in mano le redini dopo il fallimento del 1992: all’epoca contava 150 dipendenti e vendeva circa 6.000 motociclette l’anno, oggi dà lavoro a 5.000 persone in tutto il mondo e “sforna” 240.000 moto, con l’obiettivo per nulla impossibile di arrivare a quota 400.000 entro i prossimi tre anni. Non è certo un mistero che la forza di un’azienda non si misura (solo) in pista, ma anche e soprattutto con i numeri di mercato. Per quanto riguarda KTM sono cifre che lasciano per certi versi sgranare gli occhi. Nel 2013 l’utile era di 50 milioni, oggi di circa 115 milioni.

2016/2017 BALZO IN AVANTI – Dopo il debutto in Top Class il team austriaco sta già pensando in grande per il futuro. Per accelerare lo sviluppo della RC16 ha chiesto di poter schierare il tester Mika Kallio in ben cinque GP del prossimo anno. Richiesta accettata dalla GP Commission, quindi KTM sarà in pista con tre piloti a Jerez de la Frontera, Barcellona, Sachsenring, in Austria e ad Aragon. Nella sua prima stagione KTM ha lavorato quasi in sordina, con Bradley Smith e Pol Espargarò, solo due volte a testa nella top 10. Ma i dati più recenti sono molto incoraggianti. A novembre Mika Kallio è tornato a correre dove aveva esordito un anno prima e le performance della moto hanno colpito. A distanza di dodici mesi il gap dal vertice sul giro secco è passato da 2,7 a 1,1 secondi. Merito di una moto completamente diversa, dal telaio al motore fino alle forcelle. “Il modello è stato completamente cambiato. Il senso della moto è molto diverso ora. I tempi sul giro sono cambiati. Ora siamo molto più vicino al gruppo di testa – ha spiegato Kallio -. Abbiamo fatto buoni passi e siamo sulla strada giusta. Possiamo essere soddisfatti. Ma ovviamente vogliamo di più”. KTM non è il più fanalino di coda e Aprilia, Suzuki e team satelliti sono avvisati.

GLI ORIZZONTI DEL FUTURO – Ma quello che lascia ben sperare (e sognare) sono le “spalle forti” del team, le possibilità di investimento anche grazie all’intervento di Dietrich Mateschitz che sembra pronto a investire fiori di milioni pur di avere un pilota di punta. L’obiettivo ormai dichiarato è Johann Zarco, già dal 2019. Marc Marquez sembrerebbe un progetto più a lungo termine. Se Bradley Smith sembra destinato a cambiare spiaggia alla fine del prossimo campionato, Pol Espargarò dovrebbe invece rappresentare il continuum del team. Le sue parole sono alquanto esplicative  sugli orizzonti KTM: “Non si può negare che Red Bull KTM abbia una grossa somma di denaro dietro a questo progetto, un budget quasi illimitato. Quindi noi piloti siamo responsabili di rendere competitiva questa moto, portandola al vertice”.

MOTO2 – Con il motore unico Honda (dal 2019 sostituito da Triumph) la differenza la fanno i telai. Nel 2017 ha fatto il suo ingresso anche KTM piazzando Miguel Oliveira al terzo posto della classifica piloti, ma predominante nel finale di stagione con tre vittorie consecutive. L’assalto ai tedeschi della Kalex è stato dichiarato e con l’ingresso del nuovo fornitore britannico KTM dovrebbe aver vita facile. Suter, Tech 3, Speed-Up e Kalex sono piccole aziende rispetto al marchio austriaco ed Herve Poncharal (Presidente IRTA) ha dato eco alle voci di corridoio: “KTM dominerà come Kalex ha dominato finora, lo dico perché sento cosa dicono i piloti e i proprietari del team e tutti vogliono parlare con KTM per avere il loro pacchetto”. Del resto Miguel Oliveira era già in pole position al secondo Gran Premio, sei volte sul podio nel 2017, entrambi i piloti fra i primi tre nel finale di campionato. A dimostrazione che in autunno hanno fatto un gran balzo in avanti. Ed è solo il primo.

MOTO3 – Dopo i risultati poco incoraggianti nel 2017, KTM si prepara ad un 2018 di riscossa anche in Moto3. Con l’eccezione di Andrea Migno al Mugello, tutte le altre vittorie in gara sono andate alla Honda. Dal prossimo anno i piloti marchiati KTM passano da 10 a 14. Non si punterà solo sugli aspetti tecnici, ma anche sui piloti. In futuro il supporto finanziario verrà diviso in modo diverso da KTM. Le squadre che arruoleranno i giovani piloti della Red Bull Rookies Cup riceveranno più supporto in futuro. L’obiettivo è di trasferire i giovani talenti ai team clienti. Dal punto di vista tecnico si attende un maggior impegno del reparto corse che nel 2017 ha dirottato gran parte del tempo e delle risorse al progetto MotoGP.

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