CIV al via: quella volta che il titolo venne assegnato un anno dopo

CIV al via: quella volta che il titolo venne assegnato un anno dopo

Vallelunga ospita il primo round del CIV 2016. Lo storico Maurizio Mazzoni ci racconta l’edizione del 1923 con titolo assegnato un anno dopo. Scoprite come.

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di Maurizio Mazzoni

Sabato 14 maggio scatta a Vallelunga la nuova edizione del CIV. Il Campionato Italiano può vantare ormai la veneranda età di 105 anni, essendo nato insieme alla Federazione (all’epoca Moto Club d’Italia) nel 1911, ed in tanti anni di cose curiose ne sono successe!

PRIMORDI – Correva l’anno 1923, proprio l’anno in cui per il titolo tricolore fu organizzato un campionato in prove multiple; accanto alle classiche categorie maggiori nasceva anche il campionato per le “biciclette a motore”, le 125cc, da disputarsi su tre prove che furono individuate nel Circuito di Orbassano presso Torino, il Circuito del Tevere a Roma ed il Giro di Lombardia. Punteggio previsto 5 punti al vincitore ed a seguire 4,3,2 ed 1 punto per i primi cinque classificati.

Una GD sulle rampe del San Baronto, in Toscana
Una GD sulle rampe del San Baronto, in Toscana

EQUILIBRIO – Orbassano vide la vittoria di Luigi Parravicini con una Garlaschelli con Renato Sceti terzo su GD. Al Circuito del Tevere successo invece per Sceti, mentre Parravicini non partecipava alla prova romana. Così alla vigilia della prova conclusiva la situazione vedeva Sceti con 8 punti davanti a Parravicini con 5. Il durissimo Giro di Lombardia, 246 chilometri da percorrere alla media imposta di 50 km/h su strada aperta, vide il netto successo di Parravicini, con Sceti solo quarto al traguardo di Milano. La situazione di campionato trovava così Parravicini e Sceti appaiati con 10 punti ciascuno; nessuna importanza aveva il fatto che Parravicini potesse vantare due vittorie contro l’unica del rivale, il regolamento non contemplava alcuna discriminante in caso di parità.

SPAREGGIO – A questo punto il MCI propose una sfida/spareggio sul percorso Milano-Modena, ma Parravicini rifiutò. Nel corso dell’assemblea annuale del MCI però Sceti inviò una lettera con la quale pretendeva che la vertenza fosse risolta sportivamente con un match a due, informando altresì che ogni altra decisione avrebbe provocato un esposto alla magistratura. Venne deciso allora che il titolo sarebbe stato assegnato tramite una sfida «di lunghezza media da disputare entro il 17 febbraio 1924». A questo punto Parravicini fu costretto ad accettare e la sfida venne organizzata, con un leggero ritardo, sul percorso Milano-Asso-Onno-Bellagio-Civenna-Asso-Milano di 128 chilometri.

SFIDA –  Domenica 2 marzo, alle 9 circa, presero il via dallo Stabilimento Reinach in via Lario i due pretendenti al titolo. All’inizio fu Sceti ad avvantaggiarsi, con Parravicini attardato in partenza, tanto che a Inverigo la GD aveva già 5 minuti di vantaggio, ma nella discesa verso Onno Parravicini raggiungeva il rivale e passava al comando. Ben presto però Parravicini tornava a perdere terreno perché il motore si spengeva a causa del giglet otturato. La gara si decideva nella discesa del Ghisallo quando Sceti, davanti in quel momento, urtava violentemente una moto ferma dietro una curva e nell’urto piegava la ruota anteriore. Parravicini, che passava poco dopo, si fermava a constatare se Sceti si era fatto male e poi ripartiva, «salutando cavallerescamente l’avversario» racconta la stampa dell’epoca, per arrivare a Milano alla media complessiva di 49,816 km/h ed aggiudicandosi così il primo titolo italiano delle piccole cilindrate.

Probabilmente è questo l’unico caso a livello mondiale di un titolo attribuito sul campo l’anno successivo. Lo sfortunato Sceti si sarebbe visto soffiare il titolo anche nel 1924, secondo, e nel 1925, terzo. Ma la sfortuna come pilota sarebbe stata compensata più tardi come tecnico al fianco di Alfonso Drusiani con le velocissime Mondial iridate degli anni Cinquanta.

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