Stefano Manzi l'ha rifatto: la doppietta confezionata al Balaton Park vale oro in ottica Mondiale Supersport. Il pupillo Yamaha guadagna ulteriori nove punti nei confronti del rivale Can Oncu, battuto anche dal bravissimo e sorprendente Simon Jespersen. Il 24enne danese ha ridato fiato alle aspirazioni Ducati interpretando al meglio il toboga ungherese. In precedenza non era andato oltre l'undicesima posizione mentre in questo week end ha stampato un sesto posto (gara 1) e battezzato il primo podio in carriera. Manzi vola a +59 punti in classifica su Oncu, con quattro round ancora da correre, per complessivi 200 punti da assegnare. E' ancora lunga ma la direzione è ideale.
Nervi tesi in parco chiuso Supersport
La lotta interna fra Yamaha sta diventando incandescente, anche perchè Manzi e Oncu si giocano sia in Mondiale che una Yamaha ufficiale per la Superbike '26.
Stefano Manzi qui era più forte del turco, lo aveva già dimostrato
in gara 1 e ha ribadito il concetto in questa sfida finale. Fra i due in pista non ci sono state scintille, Oncù però ha dovuto usare le maniere (molto) forti per difendere il terzo posto dai reiterati attacchi di Oliver Bayliss, il figlio d'arte. Per questo, in parco chiuso, qualcuno del team Ten Kate (quello di Manzi) ha avuto qualcosa da dire all'avversario turco. "
Mi hanno chiesto perchè corra così, ma io non ho fatto niente di particolare" si è difeso il pilota turco. Per fortuna c'è più di un mese di vacanza...
Manzi chiude la pratica
Manzi non è solo velocissimo, ma a 26 anni è anche un pilota estremamente esperto e maturo. Come il giorno precedente ha lasciato sbollire gli scomodi compagni di fuga, poi ha messo la testa avanti impremendo il suo ritmo. Una strategia da manuale. Però Simon Jespersen non ha mollato l'osso fino alla fine e c'è voluto il miglior Manzi per evitare che il danese festeggiasse qualcosa di più del primo podio.
Masia ha rimontato 25 posizioni!
La penalità incassata in Superpole ha costretto Jaume Masia a scattare per la seconda volta in fondo alla griglia, per altro su un tracciato lento e stretto che non favorisce i recuperi. Ma l'ex iridato della Moto3 è un pilotino formidabile: con il coltello fra i denti ha risalito il plotone fino al sesto posto finale, in scia a Valentin Debise che proprio all'ultimo ha a sua volta raddrizzato un week end nato male.