Yari Montella si era preso una rivincita da leone. Il campano aveva disputato una gara 2 di eccezionale livello sul saliscendi di Donington, tenendo a bada il solito mastino Adrian Huertas. Ma all'ultimo passaggio dalla chicane intitolata a Fogarty, per difendersi dalla profondo attacco dello spagnolo, Yari ha toccato millimetricamente la zona verde all'interno e gli Steward sono stati impietosi: retrocesso al secondo posto. La decisione, molto pignola, ha un'importanza notevole sulla classifica iridata: Montella sarebbe tornato a -15 punti, invece adesso sono 25. Ma soprattutto è una vittoria che sfuma. Lo ripetiamo: questa regola, soprattutto se applicata senza alcuna valutazione sportiva come in questa circostanza, non va bene.
"Ma cosa ho fatto?"
Montella ha saputo della penalità in parco chiuso, quando il rivale che aveva parcheggiato nella piazzola del secondo classificato, ha spostato il numero 1 dalla zona del vincitore. "
Non mi sono proprio reso conto" ha spiegato Yari a caldo. Ed è comprensibile, perchè l'invasione nella zona verde è stata appena percettibile anche dall'occhio delle telecamere in slow motion. La gara è stata accorciata a soli dodici giri dopo la ripartenza dovuta ad un groviglio di cinque piloti caduti alla stessa Fogarty. La peggio è stata per il tailandese Krittapat Keankum che ha subito la frattura scomposta del secondo e terzo metatarso del piede sinistro. Alla ripartenza il pilota del team Barni è scappato via, riuscendo con una condotta esemplare a non cedere varchi all'inseguitore. Ribaltare l'esito della sfida di sabato avrebbe avuto un peso notevole anche dal punto di vista mentale. "
Però almeno sappiamo che il giorno prima qualcosa non aveva davvero funzionato come doveva" ha puntualizzato Montella. Forse c'era stata un'anomalia alla gomma posteriore, dello stesso tipo di quella di
Huertas: succede. Fatto sta che a Montella ha girato proprio tutto male.
Jorge Navarro terzo incomodo
Nel solito duello Huertas contro Montella per diversi giri si è inserito Jorge Navarro, che pare un altro pilota adesso che guida una Ducati anche lui. Stefano Manzi, unico pilota Yamaha a tenere in qualche modo testa, su questo tracciato non ne aveva proprio per reggere l'urto. Il quarto posto lo allontana dal vertice del Mondiale: adesso sono 39 i punti da recuperare: mancano tante gare ma in assenza di ribilanciamento di prestazioni per chi guida le 600 la sfida con le
Ducati è improponibile.