Dopo il weekend opaco di Barcellona
Scott Redding deve rinunciare al titolo mondiale Superbike. Aveva iniziato sotto una buona stella a Phillip Island e Jerez, con quattro podi e due vittorie nei primi sei round. Il campione BSB in carica sembrava poter scardinare il monopolio di
Jonathan Rea e Kawasaki, ma lentamente il pentacampione ha ripreso a dettare legge.
Nulla da fare per il britannico della Ducati, che in Catalunya ha firmato una sentenza di resa.
Il Montmeló condanna Scott
Il suo gap in classifica Superbike è lievitato a 51 punti, con Rea che può divenire aritmeticamente campione già nel prossimo appuntamento di Magny-Cours. Un problema ai freni della sua Panigale l'ha tradito nel momento clou della stagione, quando era vietato sbagliare. "I problemi ai freni sono peggiorati sempre di più. Le vibrazioni salivano dai dischi del freno alle ruote e alla leva del freno. Non c'era quasi nessuna forza frenante. Quando i meccanici hanno riportato la moto ai box dal parco chiuso, la ruota non poteva più essere girata perché i dischi dei freni si erano deformati, probabilmente perché si erano surriscaldati".
La confessione del ducatista
Del resto
Scott Redding è consapevole che vincere un Mondiale al primo tentavi era impresa epica, ahimè non riuscita. Solo un errore di
Jonathan Rea potrebbe riaprire i giochi, ma il fuoriclasse della Kawasaki è cinico e freddo quando è il momento di centrare il bersaglio. Non resta che alzare bandiera bianca, ma con onore e ottime speranze per il prossimo campionato Superbike. "
Non è facile cercare di ottenere un titolo mondiale nel tuo primo anno - confessa il pilota Ducati -.
Ma non smettiamo mai di lottare e tutte queste gare difficili serviranno da lezione per la prossima volta. Ho una grande squadra e fabbrica dietro di me e mi supportano fino in fondo. Ci arriveremo. Dipende da quanto sei disposto a dedicare e sacrificare per salire più in alto. Credo che siamo disposti ad andare oltre chiunque altro".
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