Superbike Misano: Andrea Iannone e il gran ballo del mercato 2026

Superbike
sabato, 14 giugno 2025 alle 12:26
iannone
L'attuale mercato piloti Superbike è l'Eldorado dei manager: per il 2026 ci sono più moto ufficiali disponibili che piloti (buoni o buonissimi) disponibili. Andiamo con ordine ed elenchiamo i posti vacanti: una Ducati Aruba (Bautista non rinnovato), una BMW (Razgatlioglu in MotoGP) o forse addirittura due, visto che corre voce che la riconferma di Michael van der Mark sia in forte dubbio, causa risultati troppo lontani da quelli del caposquadra. La Yamaha ha quattro moto ufficiali spalmate in due team e al momento solo Andrea Locatelli è sicuro del posto, per i prossimi due anni. In Honda entrambi i piloti sono in discussione, ma fra Iker Lecuona e Xavi Vierge è il secondo che rischia di più il posto. Bimota invece si è portata avanti veloce, ribadendo la fiducia al nostro Axel Bassani e ad Alex Lowes.

Posti liberi anche fra gli indipendenti

In aggiunta ci sono posti liberi anche in team indipendenti di spicco: Ducati Go Eleven non andrà avanti con Andrea Iannone mentre in Marc VDS Sam Lowes non si tocca ma si va verso il varo di una seconda Panigale V4. Quindi c'è di che sbizzarrirsi, le voci impazzano ed è il momento che tutti parlano con tutti. Le mosse dei pesci grossi Razgatlioglu e Bulega hanno dato il via alla grande corsa. Chi si assicurerà le moto e gli ingaggi migliori?

Andrea Iannone in piena corsa

"Non sto seguendo il mercato, io proprio non ci penso" continua a dire l'ex MotoGP. Ma di recente Andrea si è messo accanto un manager d'esperienza, Gelete Nieto, proprio perchè ci pensi lui. Con tanta offerta in giro, non c'è dubbio che Iannone l'hanno prossimo sarà in sella ad una Superbike di rango in un team ufficiale. Ma quale? La logica porterebbe verso Yamaha (team interno) in virtù del rapporto già in essere con il comune sponsor Pata. Da vedere se per Yamaha Europa una coppia tutta italiana (Locatelli-Iannone) fa gioco dal punto di vista commerciale. In Yamaha GRT (quasi) scontato l'arrivo di Stefano Manzi dalla Supersport in coppia con Remy Gardner.

Alvaro Bautista per Honda o BMW?

Lo spagnolo viaggia verso i 41 anni ma pur essendo fuori dai piani Ducati difficilmente vorrà appendere il casco al chiodo. La voce più autorevole parla di ritorno di fiamma Honda, dove Bautista ha già militato per due stagioni, nel 20-22. L'ingaggio sarebbe superiore a quello percepito da Aruba.it e c'è l'opportunità di salire su una CBR-RR che sta mostrando qualche segno di risveglio, in virtù delle ampie concessioni regolamentari. Ovviamente lo spagnolo è anche nel taccuino BMW: è terzo nel Mondiale, e con i primi due fuori gioco, anche a livello numerico-statistico rappresenta un'opzione.

E Jonathan Rea?

Altro nodo cruciale del mercato. L'anno prossimo avrà 38 anni e tutti si chiedono se dopo il fallimento Yamaha deciderà di averne abbastanza oppure se si lancerà in cerca di una seconda opportunità. Parliamo di un sei volte campione del Mondo, quindi se decide di mettersi a disposizione, il posto lo troverà. Potrebbe essere un'opzione per BMW, ma rimpiazzare Toprak Razgatlioglu è una sfida da far tremare i polsi: è già successo in Yamaha e la scommessa è andata a rotoli. Sarebbe molto evocativo un Jonathan Rea in Ducati ufficiale, ma è difficile per vari motivi. La marca italiana nel 2027 non avrà più Bulega, quindi cerca un pilota di larga prospettiva, piuttosto che un grande campione agli sgoccioli della carriera. Inoltre ci sarebbe il nodo ingaggio: i piloti ufficiali della Rossa, oggi, viaggiano sui 3-400 mila € più premi, Rea in Yamaha prende quattro volte tanto.
Foto: Silvio Tosseghini

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