Hai voglia di complicare il regolamento Superbike per creare equilibrio, poi spunta il fenomeno Nicolò Bulega e l'incertezza sfuma. In questa fase del Mondiale il ragazzo della Ducati corre su un altro pianeta, ha alzato l'asticella così tanto che i distacchi dei piloti normali si dilatano, il gruppo si allunga e le corse diventano scontate processioni. Rispetto all'edizione del settembre scorso, il tempo sulla distanza è calato di 20 secondi: un'enormità. Spedirlo al più presto in MotoGP è l'unico modo per ridare sapore ad un Mondiale indirizzato già dal primo atto a Phillip Island. Siamo al quarto round e al netto dei due inconvenienti tecnici di Assen determinati da un sensore dell'albero motore difettoso, Bulega ne ha dominati tre. Il resto (tripletta a Portimao) è finito nelle mani di Toprak Razgatlioglu, l'unico che cerca ostinatamente di resistere. Ma la BMW, privata del telaio prototipo, non sembra l'arma giusta per respingere l'urto: lo sostiene il suo stesso pilota.
Gara 2 identica alle due precedenti
La supremazia di Nicolò a Cremona è stata così schiacciante che il pathos è evaporato anche quando l'avversario diretto è stato a contatto. Il corpo a corpo è durato quattro giri, esattamente come il giorno precedente: quando Bulega ha voluto, ha messo la freccia ed è fuggitivo via. A proposito, la Panigale sul dritto è veloce, ma la tripletta è maturata con sorpassi in frenata: l'ex GP non ha timore di Toprak neanche nella sfida a chi frena più tardi. Lo sconfitto ha avuto il merito di uscirne meglio che poteva: pur prendendo paga, argomento doloroso per chi l'hanno scorso vinceva quasi sempre, a giochi fatti ha lasciato sul terreno appena 13 punti, scendo a -34 dalla vetta. Coi due ritiri di Assen, per dire, Bulega ne aveva lasciati 37: la combinazione fra resilienza del turco e i passi falsi tecnici della Rossa produce il risultato di una classifica Mondiale al momento ancora aperta.
Petrucci al posto di Iannone
Scattando dalla seconda fila, invece della quinta come il giorno prima, Danilo Petrucci ha potuto costruire una gara 2 ben differente. Ma con la Ducati "indipendente" non è più possibile regalarsi momenti di gloria, il quarto posto a 17 secondi dal primo è massimo possibile.
Qui l'approfondimento. Danilo, di fatto, ha preso il posto di Andrea Iannone che aveva firmato lo stesso risultato in gara 1. Sembrava il punto di partenza per un buon week end, invece per l'ex MotoGP l'epilogo è stato nero, in coda alla zona punti. E' tornato bruscamente nei ranghi anche Andrea Locatelli, che appena due anni fa aveva festeggiato il primo successo, complice il ritiro di Bulega: il passo indietro di Yamaha è quasi inspiegabile.
Prossima fermata Superbike: Most
Lasciata la Lombardia, il Mondiale Superbike tornerà in pista fra due settimane a Most, in Repubblica Ceca. Anche il quinto dei dodici round si corre in un piccolo impianto, con servizi molto spartani. Il tracciato però è più veloce rispetto a Cremona: anche lì la Ducati ha spesso fatto la voce grossa, anche se pure Toprak Razgatlioglu e la BMW ci hanno già vinto. Il confronto diretto continua.