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Honda sta scoprendo quanto sia dura rialzare la testa in Superbike. HRC, il reparto corse più potente del mondo, è tornato ad impegnarsi ufficialmente nel 2020, dopo un'assenza di 17 anni. La nuova CBR-RR ispirata alla MotoGP prometteva scintille. Honda non si è fatta mancare niente: progetto tecnico top, massimo supporto degli ingegneri interni e un
Alvaro Bautista che l'anno prima, con la Ducati, aveva fallito il mondiale ma firmato comunque ben sedici vittorie. Invece la vittoria dopo quasi due anni di sviluppo è una chimera. Il nuovo inizio è stato sconfortante: in sei gare il miglior piazzamento è stato un settimo, domenica scorsa
in gara 2 all'Estoril. Sul finire della scorsa stagione, ad Aragon, Bautista aveva battezzato il primo podio, da terzo. Sembrava la svolta, invece è rimasto un lampo isolato.
"Siamo indietro"
Bautista si è presentato all'Estoril cadendo tre volte nelle due sessioni di venerdi.
"Eravamo ripartiti con la stessa anteriore dura che ad Aragon ci aveva dato conforto, ma ho perso l'avantreno senza avvertimento" è la spiegazione di Alvaro. "
Con una soluzione più morbida, nelle sessioni successive, la situazione è migliorata. Ma la cancellazione del giro in Superpole mi ha costretto a partire dalla 18° casella, e se perdi sette secondi al primo giro, c'è poco che puoi fare. A parte questo, siamo indietro rispetto agli avversari, Honda ne è consapevole, ci stiamo impegnando per andare avanti".
Qualcosa non funziona
In due round
Alvaro Bautista ha totalizzato appena 25 punti, cioè 85 in meno del capofila Jonathan Rea. In conto c'è anche una spaventosa caduta ad Aragon (gara 1) causata dal sensore del controllo di trazione. Inconveniente che non è certo servito a infondere sicurezza nel pilota. Nel 2020, in diverse occasioni, lo scudiero Leon Haslam era sembrato più incisivo di Bautista, ma adesso è sparito anche lui: appena 16 punti conquistati.
Honda è al quinto posto nella classifica Costruttori, cioè sconsolatamente ultima. La situazione è troppo brutta perchè si possa parlare solo di cause tecniche, probabilmente c'è qualcosa che non quadra neanche nella gestione. Leon Camier, al debutto da coordinatore, ha ereditato una situazione molto delicata. Alvaro Bautista avrebbe voluto tornare in MotoGP, almeno in veste di tester, ma HRC gli ha risposto picche. Questo "
niet", giustificabilissimo dal punto di vista gestionale, ha contribuito a complicare ulteriormente la situazione. Come ne usciranno?
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