Luca Marini ha raccolto il suo quarto podio in MotoGP nella gara Sprint in Thailandia, dopo il secondo posto in Texas, il terzo e il secondo piazzamento nel sabato in Argentina e Indonesia. Manca solo la vittoria al fratello di
Valentino Rossi, che corre la sua terza stagione in classe regina con il marchio VR46 e una Ducati Desmosedici a disposizione. I risultati iniziano ad arrivare e tra gli obiettivi futuri c'è un team factory...
Un altro podio per Marini
Luca Marini ha rinnovato con il team VR46 anche per il 2024, in questo lasso di tempo cercherà di aggiungere risultati importanti al suo curriculum. Tra meno di un anno ci sarà una frenetica campagna piloti in MotoGP e vorrebbe farsi trovare pronto per puntare ad una squadra ufficiale. "
Potrei essere nel momento migliore della mia carriera, ma non sono vicino al limite che posso raggiungere. Devo lavorare bene con la squadra e a casa, per migliorare gara dopo gara. Devo godermi questo momento, perché sono con la Ducati, una moto competitiva con cui puoi vincere in ogni gara".
Difficile dire fin dove potrà spingersi il fratello di
Valentino Rossi, cresciuto sotto la tutela della leggenda e all'ombra del Ranch di Tavullia. Sogna di vincere il titolo MotoGP, non potrebbe essere altrimenti. Ma serve anche una moto ufficiale e cucita su misura. "
Il prossimo step - racconta il #10 ad 'AS' -
è vincere una gara e poi approdare in un team factory, per sviluppare una buona moto che possa essere perfetta per il mio stile di guida. Certo con la Ducati mi trovo molto bene". La Desmosedici rasenta la perfezione, anche se dovrebbe aggiungere un po' di velocità in rettilineo. E, perché no, un giorno raggiungere i 400 km/h. "
La Ducati può riuscirci. Ha un'ottima potenza e aerodinamica e gli ingegneri Ducati hanno sempre qualcosa in più".
Luca cerca un team factory
La squadra satellite inizia a calzare stretta a
Luca Marini, ma per puntare ad un team ufficiale servono vittorie. Un dato imprescindibile, un passaggio obbligatorio per farsi trovare al posto giusto nel momento giusto, con tante occasioni che possono aprirsi da un momento all'altro. Separarsi dalla VR46 "
è qualcosa che dovrò fare. Devo fare la mia strada. Nella mia squadra attuale sono molto professionale, lavoro al cento per cento ogni giorno, per ottenere il miglior risultato. Ma quando sarà il momento cercherò di andare in una squadra ufficiale, perché ho molta fiducia in me stesso per sviluppare una moto. Penso di avere un'ottima sensibilità che pochi piloti hanno... Penso di lavorare molto bene nel box con gli ingegneri. Le mie sensazioni sono molto chiare e posso spiegarmi molto bene in ogni lingua e dire di cosa ha bisogno la moto (parlo italiano, inglese, spagnolo, francese e un po' di polacco)".
Vincere con una squadra satellite
Pramac ha dimostrato che anche un team satellite può puntare al titolo MotoGP, anche se ci sono delle differenze sostanziali rispetto al team VR46. "Martin ha dimostrato che si può fare. Non pensavo di poter vincere il Mondiale, ma il team Pramac ha uno status molto ufficiale, più di noi, con un'ottima moto e ingegneri Ducati con molta esperienza. Abbiamo iniziato la stagione con pochissima differenza tecnica, ma ad ogni sessione la differenza aumenta".
58 Il racconto illustrato ispirato a Marco Simoncelli -
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