Dopo lo stop al campionato MotoGP per l'emergenza Coronavirus, Ducati ha chiuso gli stabilimenti.
Gigi Dall'Igna accoglie con piacere la scelta della Dorna
di congelare i motori e omologare l'Aero-pack entro mercoledì 25 marzo. "
Credo che questa sia una decisione giustissima — ha detto il direttore generale a 'La Gazzetta dello Sport' —.
Qui in Italia non possiamo lavorare, mentre in Giappone sicuramente lo stanno facendo. È stata una cosa di buonsenso, non ci voleva molto ad arrivarci, per evitare di creare una disparità troppo grande".
HONDA-DUCATI SITUAZIONI DIVERSE
Il team di Borgo Panigale non ha mai taciuto il fatto che la Honda sia stata agevolata dall'interruzione della stagione MotoGP. "
Con quello che sta succedendo in questo momento nel nostro mondo, Honda è stata sicuramente quella che ne ha beneficiato più di tutti - ha ribadito
Gigi Dall'Igna -
. Erano i più in difficoltà e anche i soli a non aver rinunciato al test di Jerez, prima che arrivasse lo stop dalle autorità spagnole".
L'allarme sanitario viaggia a velocità differenti in Italia e in Giappone. Attualmente nel nostro Paese sono oltre 42.000 le persone contagiate, secondo i dati ufficiali. E dopo la Lombardia è proprio l'Emilia Romagna la seconda regione rossa. Qui i casi positivi al Coronavirus sono quasi settemila, 715 i decessi. In Giappone, invece, le persone infette sono un migliaio, solo 36 i morti. Anche se c'è il timore che le autorità stiano nascondendo i numeri reali nel disperato tentativo di salvare i Giochi Olimpici. Borgo Panigale, quindi, si trova nell'epicentro della zona rossa e anche il WDW è stato rimandato al 2021.
MOTOGP FERMA E MERCATO IN CRISI
Honda, invece, sta proseguendo il lavoro in fabbrica e anche in pista con i collaudatori. "
Noi non stiamo lavorando ufficialmente da venerdì 13, c’erano un po’ di ultimi strascichi questa settimana per chiudere alcune attività. Per il resto - fa sapere
Gigi Dall'Igna -
tutta Ducati è chiusa per ferie. Io da casa più che qualche videoconferenza col board Ducati e persone del Motomondiale non ho fatto. In Qatar non si sono congelati i motori perché non essendo presenti non era possibile consegnare i manichini, ma questa è la soluzione più logica. Due settimane poi sono un tempo limitato, non mi aspetto che i rivali abbiamo fatto chissà che progressi".
In attesa di conoscere la data del primo Gran Premio di MotoGP, i costruttori dovranno fare i conti anche con i numeri aziendali. Ducati è una piccola azienda rispetto ai colossi giapponesi e il drastico calo degli introiti potrebbe causare non pochi danni. "Questo, oltretutto, è il periodo dell’anno in cui si vendono più moto e con tutti i mercati fermi… Bloccare lo sviluppo non credo sia possibile, ma trovare un modo di spendere meno sarà doveroso. I team, soprattutto, ma anche le Case avranno delle difficoltà".
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