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Il ritorno di
Marc Marquez non mette tutti d'accordo nel paddock della MotoGP. A cominciare dal team Ducati Pramac di
Paolo Campinoti, sorpreso per
il 'fit' ottenuto dal Centro medico di Jerez, 48 ore dopo l'intervento all'omero destro. "
Sorpreso? Molto. Non siamo nell’antica Roma col gladiatore che deve morire al Colosseo, è cosa di duemila anni fa. La sicurezza è uno dei principi che guida la nostra civiltà e in questi anni nelle competizioni è diventata uno degli aspetti prioritari. Invece parliamo di una persona che due giorni fa era sotto anestesia generale per un’operazione seria e adesso mette a rischio la vita sua e quella degli altri".
Al boss del team Pramac sembra strano come la MotoGP abbia investito tanto in termini di sicurezza e poi permetta un evento simile. "
La cosa che mi ha sorpreso di più, e in negativo, è il comportamento della Honda, che ha permesso e si presta a questa cosa. Fa campagne sulla sicurezza auto e moto in tutto il mondo - spiega Campinoti a Paolo Ianieri su 'La Gazzetta dello Sport -,
poi accetta la corrida". Del resto le condizioni estreme di Jerez metteranno a dura prova il fisico di
Marc Marquez.
Paolo Campinoti non ce l'ha con la Dorna, ma con la commissione medica che ha dato via libera. "
Se succede qualcosa si prenderà le proprie responsabilità". Eppure nella stagione MotoGP 2013 Jorge Lorenzo ritornò in pista all'indomani dell'operazione alla clavicola. "L
orenzo per me era stato irresponsabile, come lo è Marquez ora. Non ce l’ho con lui, sia chiaro, ma con la sua scelta". Il capo di Pramac è un fiume in piena e risponde anche alle provocazioni di Alberto Puig secondo cui i piloti non dovrebbero essere fieri di vincere un Mondiale senza Marquez. "
Puig deve ringraziare solo Marquez, o la Honda in questi anni avrebbe preso paga. La sua è stata un’uscita infelice. Le corse sono pericolose, infortunarsi fa parte del gioco, non è che Marquez l’hanno sospeso".
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