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C'è tanta amarezza nel box di
Valentino Rossi per la caduta rimediata al Montmelò mentre teneva saldamente la seconda posizione. La conquista della prima fila al termine delle
qualifiche, le quattro Yamaha nei primi cinque posti sullo schieramento lasciavano prevedere un buon week-end per il 41enne di Tavullia. Ma un errore ha impedito ancora una volta l'assalto al 200° podio in carriera. "
Avete presente quelli che vi dicono “comunque vada sarà un successo”? Ecco, non è vero - scrive sui social -.
Però fino a lì era stato molto bello".
Le ultime speranze iridate
In una stagione MotoGP insolita, con un calendario d'urgenza e senza un vero leader di classifica,
Valentino Rossi perde una grande occasione. L'aritmetica non lo condanna, ma la corsa al decimo titolo iridato è seriamente compromessa. Gli "zero" di Jerez, Misano e Barcellona sono scivoloni imperdonabili in un campione ristretto a 14 GP, dove le distanze fra team factory e satelliti è ormai nulla, con tanti piloti raccolti in un fazzoletto temporale. Al GP di Catalunya i primi sette arrivati al traguardo erano distanti 3,6". "
Mi dispiace perché ho fatto due errori di fila e pesano in un Mondiale così corto... Per me il Mondiale è già finito, anche se ci sono grandi motivazioni per essere veloce da qui a fine anno".
Il quinto motore Yamaha
In casa Yamaha bisogna fare anche i conti con il problema al motore. I tecnici di Iwata hanno depotenziato, seppure di poco, il loro quattro cilindri per l'ormai noto problema a delle valvole. Nell'ultimo week-end di MotoGP
Valentino Rossi ha aperto il suo quinto e ultimo motore, a sei gare dalla fine del Mondiale. Ha scoperto che qualcosa non andava al cuore della sua M1 nella prima gara a Jerez, costretto a parcheggiarsi senza poter vedere la bandiera a scacchi. A Le Mans, nei doppi round di Aragon e Valencia, a Portimao dovrà sbrigarsela con i quattro motori usati. L'unico a conservare un propulsore nuovo è Fabio Quartararo.
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