[fncvideo id=338889 autoplay=true]
Nel paddock della MotoGP di Jerez, dove sono in corso i test IRTA, per la prima volta negli ultimi 26 anni manca
Valentino Rossi. Poche le volte che il Dottore non è stato presente, per un infortunio o quando è risultato positivo al Covid nel 2020. Ma l'assenza del veterano di Tavullia inizia a farsi sentire ed eventuali ripercussioni in termini di spettatori e seguito si potrà valutare solo sul medio termine. "
Penso che la cosa più positiva della mia carriera sia che molte persone hanno iniziato a seguire la MotoGP con l'inizio della mia carriera. Sono diventato una specie di icona, e questo mi dà molto piacere".
Il passaggio di testimone
Presto lo rivedremo nel paddock della MotoGP al seguito del suo team VR46, dei ragazzi dell'Academy. Ora l'obiettivo è riportare il titolo mondiale in Italia. Diversi gli allievi che possono aspirare a questo ambizioso obiettivo. "È molto difficile scegliere un nome, perché ci alleniamo tutti insieme e abbiamo un ottimo rapporto. Migno per me è importante quanto Morbidelli o Bagnaia. Passerei il testimone a chiunque sia in MotoGP, in questo momento il numero uno è Pecco, che sta facendo molto bene, anche Franco e mio fratello Luca. E l'anno prossimo ci sarà Bezzecchi. Penso che tutti e quattro saranno importanti nella categoria".
La spalla tecnica
Al servizio di Bezzecchi e Marini alcune figure di spicco che hanno lavorato al fianco di
Valentino Rossi. A cominciare da David Munoz, il capotecnico con cui ha condiviso gli ultimissimi anni di carriera, prendendo il posto di Silvano Galbusera. "
Mi sono trovato molto a mio agio con David, penso che sia un ottimo tecnico, di nuova generazione, molto giovane e preparato tecnicamente e capace di prendere le giuste decisioni. Quest'anno mi sono trovato molto bene sia con lui, che con Matteo e Idalio. Il peccato è non aver lavorato prima perché avremmo fatto benissimo insieme. Sono molto contento che David rimanga con Luca il prossimo anno, perché potrà aiutarlo molto".
Sogni nel cassetto
Chiusa la carriera in MotoGP bisogna guardare al futuro. Alle corse in auto, su cui prenderà una decisione dopo la 12 Ore del Golfo di gennaio. Sogni nel cassetto di
Valentino Rossi? "
Il sogno è avere una bella vita, divertirsi. L'anno prossimo sarò padre, correrò (in macchina), ma non ho un sogno particolare. Il mio sogno era diventare Campione del Mondo MotoGP e l'ho realizzato".
Che favola Marco Simoncelli! “58” racconto illustrato in vendita anche su
Amazon Libri[correlati]MotoGP[/correlati]