La MotoGP ha tirato un grande respiro di sollievo. Volare a quella velocità, in quel punto di Zeltweg rialzandosi senza un graffio è questione di grande fortuna.
Pedro Acosta ha perso il controllo in avvicinamento alla curva cinque (la vecchia Bosch) e la KTM è schizzata verso il guard rail a destra. Un impatto violentissimo. Il pilota invece è scivolato per un tempo interminabile ma senza incontrare ostacoli. Nello stesso identico punto, nel 1990, durante la tappa austriaca della Superbike,Giancarlo Falappa allora ufficiale Ducati centrò in pieno la barriera, fratturandosi entrambi di femori. Il tracciato era molto differente dall'attuale, più lungo e assai più pericoloso. Ma la dinamica del botto di Acosta è stata molto simile. Lo spagnolo era appena rientrato in pista dopo una scivolata alla curva tre. Un precedente che deve far suonare l'allarme.
La KTM era già molto danneggiata
Nel
primo incidente, a bassa velocità, la RC16 aveva subito danni alla parte sinistra della carenatura, vistosamente non più integra, perdendo tutta l'aerodinamica su quel lato. Dopo essersi rialzato, Pedro è riuscito a riavviare la KTM imboccando la stradina di servizio interna al tracciato. Ma anzichè tornare ai box, ha ritrovato la strada della pista lanciandosi di nuovo velocissimo per chiudere il turno. Il secondo volo si è verificato dopo un primo passaggio sul traguardo, quindi dopo un giro e due curve. Acosta ha perso l'avantreno nella lievissima semicurva, che per l'appunto è sinistrorsa, sul punto di frenata. Ma sulla KTM c'erano anche altri danni, forse addirittura più seri di quelli di natura aerodinamica.
Via l'antenna GPS
Dall'immagine che vedete in apertura, ricavato dalla ripresa della telecamera montata sul codone, si nota un pezzo ciondolante. E' l'antenna del GPS. Di norma il segnale GPS non interviene della determinazione delle strategie di controllo veicolo, che vengono impartite al trasponder di bordo mezzo dei punti di rilevazione disseminati lungo il circuito. Grazie a questa rete di impulsi, la centralina conosce esattamente la posizione della moto lungo il tracciato, in tempo reale e con un delta di approssimazione geografica quasi zero. Se è saltata l'antenna, potrebbe essersi danneggiato anche qualche ulteriore apparato montato nel codone, che sulle MotoGP moderne è la zona nevralgica per l'alloggiamento di tutta l'apparecchiatura di rilevamento e gestione del mezzo (piattaforma inerziale, mass dumper, ect.).
Una condotta scriteriata
Le MotoGP sono veicoli così complessi che rimettersi in pista, ad altissimo ritmo, dopo una precedente scivolata è una condotta scriteriata. Infatti il regolamento impone la sosta al box obbligatori, in questi frangenti. Ma Acosta, futuro fenomeno ma debuttante in top class, non si è fermato. Un'imprudenza che poteva costare carissima.