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Il terzo posto di Austin è il massimo risultato a cui
Pecco Bagnaia poteva ambire. I dossi hanno messo a dura prova la rigidità della Ducati Desmosedici, persino un "selvaggio" come Jack Miller non è riuscito a fare meglio. Sul giro secco va in crescendo, ma in gara bisogna sempre fare i conti con le gomme, l'aderenza, l'intero pacchetto. "
Nei primi due giri non riuscivo a trazionare bene a destra", ammette il piemontese dell'Academy VR46. Un podio festeggiato con l'umiltà che lo contraddistingue: "
Sembrava giusto non spruzzare con lo champagne per rispetto della famiglia di Vinales".
L'usura delle gomme
Sul circuito americano non bisognava fare i conti solo con l'asfalto irregolare. Ma in particolare con Marc Marquez, autentico sceriffo texano che qui ha sempre vinto tranne che nel 2019. E allo spegnimento dei semafori il copione di gara è apparso subito evidente, con la Honda #93 subito in testa. "
Alla prima curva Marc è stato fortissimo, non ho fatto una staccata esagerata - racconta
Pecco Bagnaia -.
Nei primi giri con il davanti devo stare un po' attento. Ho cercato di far funzionare la gomma e ho aspettato che gli altri calassero un po', perché era facile arrivare alla fine senza gomma dietro. Tra l'altro ho finito anche quella davanti. Il miglior risultato possibile era il terzo posto, Marc era intoccabile. Dobbiamo essere contenti del risultato".
Un asfalto difficile per la Rossa
Rispetto alla Honda la Ducati ha dovuto lavorare di più sul setting per adattare la GP21 ai tratti dissestati. Dopo un venerdì di lavoro forsennato ai box,
Pecco Bagnaia ha trovato la base con cui dare l'assalto al podio. "
La pista era veramente devastante fisicamente, penso per tutti. Con la nostra moto le prime sei-sette curve era dura, dopo le quali tiravi un sospiro di sollievo. Era difficile nei cambi di direzione e stiamo lavorando per quello. Il time attack è una cosa, la gara un'altra. I nostri veri problemi erano la pesantezza della moto e la gomma dietro. Jack ha provata una strada, io ho seguito la mia idea, siamo stati premiati noi".
Sogni iridati rimandati
La nota dolente in ottica mondiale è il secondo posto di Fabio Quartararo, quando non vince resta incollato. Sono 52 i punti di distacco, tre le gare alla fine del campionato MotoGP. In caso di vittoria a Misano-2, il francese della Yamaha sarebbe aritmeticamente campione del mondo. "Abbiamo perso punti in campionato e ora si fa veramente dura. Non mi sento però di essere giù di morale - ammette Bagnaia -. Per noi era una pista difficile, alla 10 era un cavallo pazzo, la Honda riusciva ad andare meglio. Dobbiamo essere contenti, sappiamo dove abbiamo perso i punti quest'anno, un po' per miei errori, un po' per problemi vari. Però stiamo crescendo gara dopo gara".
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