MotoGP, Oscar Haro: "Valentino non ha lavorato come Marquez"

MotoGP
lunedì, 24 giugno 2024 alle 9:05
marc marquez 6
L'ex collaboratore del team LCR Honda, Oscar Haro, è diventato uno dei commentatori della MotoGP più gettonati in terra spagnola e non solo. Durante la partecipazione al podcast YouTube "Fast & Curious", ha analizzato le chiavi che hanno portato Marc Marquez al successo. Ancora una volta non risparmia una frecciatina al nove volte campione del mondo Valentino Rossi.

Il grande elogio di Marquez

L'ex manager della Honda ha sempre celebrato il grande talento di Marc Marquez, l'ultimo pilota leggendario a rendere grande il marchio giapponese. Non è forse un caso che, dopo il suo addio, l'Ala dorata fatichi a ritrovare le posizioni di vertice e questo la dice lunga sul valore del fenomeno di Cervera. Prima di lui, secondo Haro, l'altro grande nome degno di lode è quello di Casey Stoner. "I piloti che più mi hanno stupito e che posso dire essere al di sopra degli altri sono stati Casey Stoner e Marc Marquez. Sono tutti e due uguali, hanno una fame incredibile… devi avere talento, il talento non si crea, ci nasci, non puoi svilupparlo".
Non basta la stoffa del campione impressa nel Dna per diventare un campione in MotoGP. Serve anche allenamento, lavoro, dedizione, passione, studio dei dettagli. "Ho nella memoria tanti ricordi con Marc alle 22 di sera... Tutti erano andati a dormire in albergo e lui a quell'ora mi chiamava perché voleva vedere l'ingegnere di pista, quello che fa la videometria, perché c'erano due curve che non aveva capito. Quando hai quella fame che è insormontabile, se hai fame, ma non un buon talento… ma finché hai la fame e il talento di Marc, non c'è nessuno che possa superarlo", osserva Oscar Haro.

L'esordio in Ducati e l'infortunio

A riconfermare la velocità di Marquez non ci sono solo i titoli iridati, ma anche la sua capacità di adattarsi alla Ducati dopo oltre un decennio in sella alla RC-V. Con una Desmosedici meno aggiornata rispetto a quella di Bagnaia e Martin, riesce a tenere testa ai due contendenti per il Mondiale, girando su tempi più bassi di loro rispetto all'anno scorso. "Adesso arriva questo ragazzo, è salito e corre otto secondi più veloce. Primo anno, quattro gare senza esperienza sulla Ducati e gira 8 secondi più veloce di te e non si lamenta di nulla... Questa è la grandezza di Marquez, riuscire ad abituarsi ad una moto del genere".
Senza dimenticare il grave infortunio che ha colpito il #93 e le varie operazioni chirurgiche subite. Una triste parentesi che avrebbe messo ko anche i più grandi campioni di motociclismo. "Dal punto di vista sportivo, per me è al di sopra di un Michael Jordan. È come se Schumacher adesso si alzasse, corresse e vincesse ancora. Marc ha fatto così: si è tagliato un braccio, lo ha storto e lo ha saldato insieme per diventare campione del mondo e questo non ha prezzo".

Il confronto con Valentino Rossi

Nonostante Valentino Rossi abbia vinto nove titoli mondiali, per l'ex d.s. LCR Honda il più grande resta Marquez e dà una motivazione precisa. "Alla fine Valentino è stato molto bravo e con un talento incredibile, ma non ha lavorato come lavora Marc, tutt'altro. Infatti ha lottato con piloti come Biaggi, Capirossi, Sete… Si è scontrato con due o tre piloti ai suoi tempi in MotoGP e non lo ha fatto con la ferocia che c'è adesso di 17 piloti in un secondo", ha concluso Oscar Haro.
Foto: Instagram @marcmarquez93

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