MotoGP: Misano e Mugello senza GP? "Il nodo è la sostenibilità economica"

MotoGP
venerdì, 08 maggio 2020 alle 8:48
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Ancora non è ben chiaro il concetto: fra i mille problemi che Dorna si trova davanti per mettere in piedi il calendario d'emergenza MotoGP e Superbike, la sostenibilità economica di gare a porte chiuse è il principale. Correre senza pubblico è un bagno di sangue, perchè le spese organizzative sono comunque altissime, mentre la voce ricavi punta verso lo "zero". Ecco perchè Misano e Mugello difficilmente faranno parte del calendario 2020. La pista toscana è pressochè fuori gioco. "Stiamo valutando diverse opzioni con Carmelo Ezpeleta, ma la vedo difficile" ammette il direttore Paolo Paoli.

Misano c'è, ma chi pagherebbe?

Mentre il GP del Mugello è ufficialmente "sospeso", Misano è ancora presente sia nel calendario MotoGP (13 settembre) che Superbike (6 novembre). Ma è molto difficile che le due tappe si possano svolgere. "Il tema principale è quello della sostenibilità" spiega Andrea Albani, direttore del Misano World Circuit. "Se c’è la copertura finanziaria ci metteremo a disposizione, ma in questo momento già correre una gara è complicatissimo. Tra diritti da pagare alla Dorna e costi organizzativi, se le cose vanno bene normalmente riusciamo a stare in equilibrio, ma senza pubblico questo diventerebbe insostenibile. Abbiamo calcolato una perdita del 40% che dovremo riuscire a rifinanziare, altrimenti..." Misano riaprirà i battenti il 14 maggio per i piloti di interesse nazionale autorizzati dalla Federmoto, quattro giorni dopo dovrebbero cadere tutti i vincoli. Entro maggio lo stesso tracciato potrebbe ospitare un test collettivo dei team del CIV.

Calendario 2020, una complicazione enorme

Dorna ha annunciato la ripartenza della MotoGP per il 19 luglio, con un doppio GP a Jerez, e della Superbike il 2 agosto, sullo stesso tracciato. Manca l'autorizzazione del governo spagnolo, ma se i contagi continuano a scendere, sarà un atto formale. Le spese per triplo week end andaluso sono coperte, in parte, dalle istituzioni locali, compresa la regione Andalusia, che - almeno in via ufficiosa - ha già avuto via libera governativa Ma capite bene quanto sarà difficile allestire un calendario di cinque-sei tappe, com'è nelle intenzioni di Dorna. Servono i soldi, cioè pagare lei i circuiti invece di incassare il canone, e poi i permessi delle Autorità. Ezpeleta parla di probabili GP in Repubblica Ceca (Brno) e Austria (Zeltweg), ad oggi programmati per il 9 e 16 agosto. Una tempistica che si sposa male con le tre settimane necessarie per disputare i due GP e il round Superbike su ciascun tracciato. Resta inoltre da verificare se in queste due Nazioni in quel periodo ci sarà ancora obbligo di quarantena per chi arriva da fuori. Allestire oggi un calendario senza avere queste certezze è assai rischioso.

Tutto in Spagna sarà più facile

Ecco perchè, molto probabilmente, Dorna alla fine ripiegherà su calendari che si dipaneranno esclusivamente su tracciati spagnoli. Con Jerez, Valencia, Barcellona e Aragon il promoter spagnolo ha stretti rapporti di lunga data, per cui far quadrare i conti è più facile qui che altrove. L'ulteriore possibilità sarebbe Portimao, che è nel vicino Portogallo. Inoltre la stessa Dorna in Spagna può godere dell'appoggio delle autorità (vedi caso Jerez) che è difficilmente ipotizzabile da altre parti. Inoltre ci sono i motivi sanitari: svolgendo tutte le gare in un singolo Paese, non ci sarebbero problemi di confini aperti e ipotetiche quarantene. Correre tutto in Spagna sarà strano, e magari poco affascinante. Ma, ad oggi, forse è l'unica, concreta possibilità.
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