Yamaha ha confermato
Maverick Vinales ancor prima dei test MotoGP a Sepang, mettendo un punto esclamativo sul mercato piloti. Da tempo lo spagnolo veniva associato alla
Ducati e i vertici di Borgo Panigale non hanno mai smentito, pur lasciandosi nel taschino la seconda opzione Fabio Quartararo. La casa di Iwata ha messo subito due cose in chiaro: Vinales non parte e inoltre è il pilota di punta. L'altro gioiello della classe regina, cioè Marc Marquez, potrebbe annunciare il suo rinnovo già a Giacarta il prossimo martedì, in occasione della presentazione del team Repsol Honda. E a questo punto Ducati dovrebbe dire addio ai sogni di gloria...
Il Mondiale vede due dei principali protagonisti confermare la partnership con il proprio costruttore. Nel finale di stagione 2019
Ducati aveva messo gli occhi su Marc Marquez per capirne le intenzioni. Ma l'arrivo di Alex Marquez in HRC ha lasciato intendere quale fosse il suo destino per il prossimo biennio 2021-2022. Poi hanno provato a dirottare
Maverick Vinales sulla Desmosedici, ma meno di una settimana fa hanno scoperto che anche questo tentativo era destinato ad andare a vuoto. Adesso non nascondono che il radar è puntato su Fabio Quartararo, ma anche il francese sembra destinato a rinnovare con la M1. Yamaha non ha nessuna intenzione di farsi scappare l'astro nascente, almeno per le due prossime stagioni. Anche a costo di mettere offside Valentino Rossi.
A questo punto a Borgo Panigale si guardano intorno e l'unico big rimasto è Alex Rins, ma in Suzuki sembrano abbastanza convinti di riconfermarlo insieme a Joan Mir. Anche la casa di Hamamatsu aveva fatto una puntatina su Vinales, prima di fare dietrofront. Gigi Dall'Igna mostra buon viso a cattivo gioco, nella presentazione del team a Bologna sembrava quasi non pensarci. "Se ascolti i giornalisti, potresti pensare che tutti i contratti debbano essere firmati il prima possibile. Così facendo il pilota si sente a suo agio e può concentrarsi meglio sulla stagione. Non sono del tutto convinto che sia sempre l'approccio giusto. Alcuni lo fanno sicuramente, ma altri... Non posso avere certezza matematica, perché quando si tratta di testa, non ci sono mai dati sicuri. Ma a volte - ha concluso il tecnico 53enne - i piloti sotto pressione ottengono prestazioni migliori".