Marc Marquez ha cambiato vita e modo di comunicare dopo due eventi incisivi nella sua carriera. Prima l'incidente di Jerez nel 2020 costatogli quattro operazioni, tante gare saltate e nessun titolo MotoGP, dopo aver dominato quasi ininterrottamente dal 2013 al 2019. Poi il cambio manager con Jimmy Martinez che ha preso il posto di Emilio Alzamora, costruendo una nuova immagine personale, come si evince chiaramente dai suoi profili social e dal documentario 'All In' presentato alcuni mesi fa.
Le riflessioni di Marquez
Nonostante stia attraversando un complicato periodo professionale, con appena 15 punti raccolti in otto Gran Premi,
Marc Marquez è il pilota MotoGP sicuramente più carismatico dopo l'addio di Valentino Rossi. Per conoscere meglio l'otto volte iridato può essere interessante leggere il nuovo libro "Essere Marc Marquez, come vinco le mie gare", scritto dall'autore austriaco Werner Jessner, dove il fuoriclasse apre una nuova finestra sul suo mondo interiore. Nelle sue pagine scopriamo cosa lo spinge, cosa lo preoccupa, le sue motivazioni e molto altro.
L'alfiere della Repsol Honda riflette sui gravi infortuni, a cominciare da quello all'omero destro, che l'ha spinto quasi al ritiro. "
Se vedo un muro, lo attraverso, è molto semplice - racconta
Marc Marquez -.
Non importa quanto ci vorrà o quanto forte colpirò la testa, non mi fermerò finché non avrò attraversato il muro... Questo è sempre stato il mio obiettivo e non cambierà mai".
La determinazione l'ha portato a vincere otto titoli mondiali, sei nella classe MotoGP, senza mai arrendersi anche dopo il grave incidente del luglio 2020. Un evento che ha segnato il suo modo di essere pilota e approcciare le gare. "So benissimo che il prossimo grave incidente potrebbe non solo porre fine alla mia carriera sportiva, ma anche condizionarmi per il resto della mia vita".
L'incidente 2020 e la "deriva" tecnologica
Marc Marquez è approdato in Top Class da autentico matador, conquistando subito il Mondiale nel 2013, facendosi largo tra campioni già affermati. Un'improvvisa ventata di "aria fresca" che ha stupito il paddock ed entusiasmati tantissimi appassionati delle due ruote. "
La mia vita era come un razzo. Sono appena decollato, volato, sempre più veloce, ancora più in alto, verso la luce. È stato un viaggio meraviglioso, ma pensavo fosse normale... La guida fluida è una sensazione meravigliosa. L'ultima volta che l'ho fatto è stato a Jerez nel 2020".
Le ultime evoluzioni aerodinamiche hanno cambiato la natura dei prototipi MotoGP, quindi
Marc Marquez ha dovuto adattare il suo stile di guida. Non approva la "deriva" tecnologica che sta subendo questo sport, pur consapevole che dovrà prendere le dovute misure se vuole scalfire lo strapotere delle Ducati. Molo dipenderà dallo sviluppo della sua RC213V verso cui nutre ancora un amore smisurato. "
La Honda deve fornirmi una moto che permetta di vincere. Lo splendore dell'iconico team Repsol Honda si è affievolito negli ultimi anni, ma per me è ancora lì".
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