Pesano come un macigno i 54 secondi di distacco con cui
Jorge Lorenzo ha tagliato il traguardo al Buriram. Il pentacampione si ritrova in un vicolo cieco, forse in cuor' suo pensa di aver preso la decisione sbagliata a scegliere la Honda. Ma è un pensiero che non potrà mai svelare in pubblico, almeno per il momento. L'infortunio di Assen ha complicato una situazione già difficile. La caduta al Montmelò era un primo campanello d'allarme, ma la RC213V impone di spingere al limite per poter elargire grandi soddisfazioni.
L'adattamento alla Honda risulta impossibile con questa specifica di motore. Ogni percorrenza di curva si trasforma in un rischio per
Jorge Lorenzo, da qui la perdita di decimi preziosi. Che a fine giro si traducono in 1 o 2 secondi in più rispetto al crono di
Marc Marquez. L'indice è puntato sul motore introdotto nei test precampionato. "
Avevo dato delle istruzioni, ma probabilmente era troppo tardi, perché l'intenzione della Honda era di continuare con quel motore che avevano costruito. Marc ha saputo adattarsi - ha spiegato a Motorsport.com -
e ha trovato un modo per contrastare quei deficit".
LORENZO AVANTI PER LA SUA STRADA
Basta poco per ritornare ai livelli che gli competono, ma il primo passo dovranno farlo i tecnici HRC al momento di pianificare il prototipo 2020.
Durante il viaggio in Giappone agli inizi di giugno non ha dato indicazioni solo di natura ergonomica, ma anche suggerimenti per migliorare la Honda del prossimo anno. "
Se quei cambiamenti funzioneranno o meno non lo so. Ma l'intenzione è di metterli in pratica, lo hanno confermato". Bisognerà fare sempre i conti con il campione del mondo e attendere la sua approvazione, soprattutto in considerazione che c'è un contratto da rinnovare e la casa nipponica non deluderebbe mai le sue richieste.
Per
Jorge Lorenzo è stata un'estate difficile, disseminata di dubbi a causa dei pessimi risultati. Nascondere un minimo dialogo con Ducati sembra impossibile, ma adesso c'è la ferma convinzione di andare avanti. La presenza di
Marc Marquez nel box non influisce troppo sul rendimento, abituato in passato a condividere l'ambiente con
Valentino Rossi. Chi dei due gli ha reso la cose più difficili? "
Nessuno di loro. Sono sempre stato abbastanza forte da concentrarmi solo su me stesso e sul mio lavoro. Ciò che il mio compagno di squadra dice o fa non mi ha mai influenzato. Entrambi sono grandi vincitori e non concedono nulla al loro partner. Anch'io sono così".